6 novembre 2019 - Ravenna, Cronaca, Politica

Comune condannato per un incidente in bici causato dal fondo stradale, Ancisi (LpR): “Sentenza storica”

È stata depositata il 21 ottobre scorso una sentenza, che Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna in Consiglio Comunale, definisce “storica”, della Magistratura ravennate che attribuisce al Comune le responsabilità sui danni subiti dai cittadini su un incidente causato dal fondo stradale.

“Il fatto era già stato illustrato da Lista per Ravenna – ricorda Ancisi – con un’interrogazione al Sindaco. Si inseriva negli incidenti che ricorrevano, a danno particolare dei ciclisti e dei pedoni, nelle vie Cavour, Diaz e Mazzini del centro storico, dove la pavimentazione della fascia centrale si presentava particolarmente pericolosa in caso di pioggia, essendo costituita da pietra di Apricena, che nel tempo, oltreché per natura, diventa notoriamente scivolosissima. Sarebbero stati necessari degli interventi che però, causa anche l’insistenza della lista civica stessa, sono avvenuti solamente nel 2018, quando, siccome ‘la ruvidità superficiale di cui erano dotate le pietre è stata levigata con il passaggio negli anni di pedoni, biciclette, veicoli per carico e scarico’ - scrisse il Comune - è stato effettuato su queste strade ‘il ripristino delle originali condizioni di rugosità attraverso limitati cantieri, con tecniche abrasive appositamente studiato’”.

La vicenda

“La suddetta interrogazione – prosegue il leader di LpR – raccontava così il fatto in questione: il 27 aprile 2015, una concittadina, mentre si recava al lavoro in centro città percorrendo in bicicletta via Mazzini sotto la pioggia, è scivolata a terra, all’altezza del ristorante Marchesini. Si è così procurata la rottura del piede destro che, oltre a produrle danni diretti per visite e indagini mediche, fornitura di farmaci e di un tutore ortopedico, ecc., l’ha costretta ad assentarsi dal lavoro per un mese e mezzo. Il 13 maggio 2015, la signora ha presentato al Comune richiesta di risarcimento danni, producendo adeguata testimonianza sottoscritta. L’INAIL, addebitando la ‘caduta a causa manto stradale scivoloso’, ha riconosciuto, con nota del 23 luglio 2015 indirizzata al Comune, che ‘dagli elementi sino ad ora acquisiti, emerge la responsabilità del Comune di Ravenna’, intendendo dunque esercitare il diritto di rivalsa per il recupero delle prestazioni previdenziali a carico dell’Istituto. Ugualmente, l’ufficio pubblico da cui l’infortunata dipende, ha chiesto al Comune il risarcimento delle retribuzioni versate alla stessa durante il periodo di assenza per malattia ‘per cause imputabili a fatto illecito di terzi’”.

“Ogni richiesta di risarcimento dei danni rivolta al Comune dalla signora fu inutile – spiega Ancisi –, rendendo necessario, con l’assistenza degli avvocati Andrea Maestri e Gerardo Grippo, fargli causa. Fino a prima, tuttavia, il Tribunale aveva ‘assolto’ su fatti analoghi il Comune, attribuendo (più o meno discutibilmente) ogni responsabilità alla disattenzione o sottovalutazione del rischio da parte dei cittadini incidentati, a prescindere dalle ragioni esposte e da come avvalorate”.

La sentenza

Il capogruppo di LpR riporta un estratto della sentenza, emessa dal Giudice di Pace Marcella Ricci: “Nel caso di specie sussiste il rapporto di custodia del Comune di Ravenna sulla strada, teatro dell’evento lesivo ed il rapporto oggettivo di causa-effetto tra la percorrenza della strada comunale da parte di (omissis) in sella alla propria bicicletta e la sua caduta per la scivolosità del manto stradale, circostanze confermate anche dal teste escusso (omissis), presente al momento del sinistro e dalla documentazione versata in atti; risulta  infatti che il Comune di Ravenna con delibera del 18.07.2017 (doc. 6 fascicolo attoreo) ha deciso ‘di approvare la perizia sommaria per intervento urgente di messa in sicurezza della pavimentazione scivolosa in Via Cavour e Via Mazzini nel centro storico di Ravenna...’, riconoscendo, ispo facto, la pericolosità e scivolosità della pavimentazione di Via Mazzini, luogo del sinistro. Occorre però sottolineare che l’istruttoria svolta ha consentito di accertare che la condotta della danneggiata non è immune da censure, in quanto la stessa conosceva le caratteristiche della strada perché, per sua stessa ammissione, la percorre tutti i giorni per recarsi al lavoro, era a conoscenza del fatto che il selciato era bagnato, in quanto aveva piovuto e, a parere del Giudicante, approssimandosi ad un incrocio (il sinistro si è verificato in prossimità del ristorante Marchesini) avrebbe dovuto moderare la velocità, o scendere dalla bicicletta, in quanto era assolutamente prevedibile e presumibile che fossero presenti dei pedoni. Il teste (omissis), presente al momento del sinistro, ha dichiarato: ‘ho visto che la signora è scivolata per evitare dei pedoni’”.

Il significato politico

“Detto che la prova decisiva a favore della signora danneggiata è stata ‘scoperta’ da Lista per Ravenna – rivendica Ancisi –, nell’esercizio delle proprie azioni a tutela della buona amministrazione civica, il Comune è stato condannato a risarcire la signora stessa per la somma di 1.931 euro, oltre agli interessi legali dal giorno del sinistro. Tale valore, sia pure ridotto, assume però un significato politico simbolico, nel segno delle nostre note posizioni:

  1. tenere le proprie strade in condizioni di sicurezza è il primo dovere dell’amministrazione comunale tra quelli che attengono alla viabilità urbana;
  2. i cittadini non dovrebbero essere costretti a caricarsi di lunghe, defatiganti e costose cause giudiziarie per vedersi riconosciute, almeno in parte, le proprie ragioni: in questo caso è stato rifiutata anche qualsiasi mediazione;
  3. non è giusto che, a fronte di ogni richiesta di riconoscimento di danni del genere, il Comune se ne lavi le mani, scaricando tutto sulla propria compagnia assicuratrice, che ha tutte le convenienze a trascinare i cittadini in Tribunale, essendo pochissimi quelli che se la sentono di arrivare a tanto.

La copertura assicurativa di questo genere di rischi per il periodo maggio 2016/dicembre 2020, è pagata dai cittadini di Ravenna, a discarica della propria amministrazione comunale, con la somma di 301.531,94 euro al valore del 2016”.

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