29 novembre 2019 - Ravenna, Cronaca

Lista per Ravenna e Lega, petizione per risollevare il centro della città

Le proposte

Ha avuto luogo oggi la conferenza indetta per presentare alla stampa la petizione: "Decalogo per risollevare il centro di Ravenna agonizzante", lanciata da Lista per Ravenna e Lega Nord ad opera dei propri consiglieri territoriali del Centro Urbano, Stefano Donati (primo firmatario) e Anna Greco (seconda firmataria). L’hanno sottoscritta, è spiegato in una nota, 1.039 cittadini residenti o frequentanti o utenti dei negozi ed esercizi pubblici del Centro storico. Hanno partecipato all’ incontro in rappresentanza dei rispettivi movimenti politici, l’ on. Jacopo Morrone, segretario della Lega per la Romagna, e Alvaro Ancisi, presidente di Lista per Ravenna. Sono intervenuti nel dibattito Stefano Morettini, segretario della Lega per il comune di Ravenna, e Rosanna Biondi, vice-capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Ravenna.

Stefano Donati, introducendo i lavori ha detto, tra l’ altro: “Vi ringrazio per la presenza e ringraziamo l’on. Morrone per la preziosa disponibilità ad essere qui con noi per un tema così importante che impatta non solo sull'economia di un territorio, ma che ne modifica radicalmente anche il tessuto sociale e le abitudini di ciascuno. Nel 2018, secondo la Camera di Commercio, hanno chiuso 131 esercizi commercial. Temiamo che la situazione diventi anche più critica. Se diversi Comuni hanno saputo arginare questo fenomeno, diffuso anche altrove, a Ravenna le varie amministrazioni che si sono succedute hanno sempre deciso di veicolare idee e fondi verso altri obiettivi, spesso di natura clientelare o propagandistica o comunque di portata deleteria. Non è possibile autorizzare nuovi centri commerciali sperando, in questo periodo così delicato, che possano sopravvivere sia loro che i negozianti del centro storico. La nostra petizione nasce dall’essere straconvinti che per sostenere il centro sia necessario avviare un tavolo di lavoro permanente di confronto tra pubblico e privato, con proposte serie e concrete”.

Anna Greco ha quindi illustrato le dieci richieste avanzate al sindaco di Ravenna con la petizione:

1. Stop a nuovi centri commerciali.. S’impone una moratoria ferrea di questo scenario pazzesco di morte programmata delle piccole e medie imprese commerciali, cimiteriale soprattutto per il centro urbano di Ravenna, anche se colpisce in genere tutte le aree urbanizzate e il forese.

2. Canoni di affitto agevolati. Occorre che il Comune convochi urgentemente un tavolo tecnico con l’obiettivo di ottenere dei proprietari degli immobili l’impegno di una sostanziale riduzione dei canoni di affitto dei locali, per un periodo minimo di tre anni, nelle strade e nelle zone e frazioni più colpite dalla chiusura o mancata apertura dei negozi. Il Comune dovrebbe restituire lo sconto praticato, sotto forma di riduzione o taglio di imposte comunali.

3.      Parcheggi con tariffe agevolate per i lavoratori del centro. Per quei lavoratori che ne dimostrino l’effettiva necessità, servono abbonamenti mensili di costo sostenibile. In ogni caso, va evitato che i lavoratori del centro debbano impegnare almeno una mensilità del proprio reddito annuale da lavoro solo perché, in mancanza di alternative praticabili, devono parcheggiare non lontano dal lavoro.

4.       Potenziamento dei parcheggi scambiatori, collegati con il centro attraverso bus navetta elettrici frequenti. Dotati di videosorveglianza, toilette e idonea illuminazione, possono attirare anche la clientela proveniente dalle periferie esterne, dal forese, dal litorale o da altri Comuni.

5.       Segnalazione delle situazioni di degrado da fronteggiare. Al riguardo, occorre avvalersi, in modo strutturato, degli assistenti civici e cittadini volontari, alcune delle cui formazioni già supportano la Polizia municipale.

6.       Cura programmata e costante dell’arredo, della pulizia e delle aree verdi. Oltre a questa fondamentale attività, occorrono anche incentivi e sostegni per l’installazione di nuove telecamere negli esercizi commerciali, come deterrente contro le “spaccate” e le incursioni predatorie.

7.       Installare nelle principali vie del centro urbano cartelli multilingua educativi.  Possono servire a disincentivare gli atteggiamenti incivili più comuni che depauperano la qualità dei luoghi. 

8.       Strategie per la promozione dell’identità urbana e di grandi eventi. Serve una struttura comunale capace di interagire coi numerosi servizi che, avendo svariate competenze utili, sono cronicamente incapaci di dialogare tra loro, ricercando, con trasparenza, tecnici di alta professionalità.

9.       Ripensamento sulle distanze minime tra attività concorrenti. Il decreto Bersani le ha eliminate drasticamente, con effetti negativi espressi soprattutto dai troppi frequenti fallimenti di imprese. Appare necessario un ripensamento della legge. Suggeriamo una mozione del consiglio comunale, volta a promuovere al riguardo un’iniziativa legislativa della Regione, a cui la Costituzione riconosce questo potere nei confronti del Parlamento. .

10.    Rafforzare i requisiti di idoneità per la gestione di un’attività commerciale. L’esiguità dei requisiti richiesti è un’altra causa, non secondaria, di nuove imprese commerciali improvvisate, destinate al fallimento. Una riforma della legge anche su tale aspetto può essere compresa nell’iniziativa di cui al punto precedente.

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