11 dicembre 2019 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo, Cronaca

“Truffa del sì” al telefono: i consigli dell’Unione Nazionale Consumatori

Come funziona e come difendersi

“Truffa del sì”: come si svolge

Sono ancora in molti coloro che, per distrazione o disinformazione, purtroppo cadono nell’insidiosa “truffa del “sì”.

Si tratta di un tipo di truffa molto semplice, ma anche molto “efficace” che in pochi minuti, alle volte secondi, vi farà ritrovare con un contratto attivato senza che neanche lo sappiate finché non vi arriva la prima bolletta da pagare da parte di un operatore con cui non avete (volontariamente) fatto alcun accordo: ecco come funziona, i consigli per evitarla e le istruzioni da seguire nel caso in cui si sia caduti vittime di questo “infimo tranello”.

Durante la chiamata con un call center (soprattutto, ma non unicamente, nel settore dell’energia), un operatore cercherà di farvi rispondere si a una domanda che, genericamente, non c’entra nulla col contratto, ad esempio chiedendovi: “Buongiorno, parlo il signor ...?”. Se risponderete di sì, verrà registrata la parola, tolta dal contento in cui è stata espressa, e successivamente rimontata ed utilizzata per l’attivazione del fatidico contratto, tutto questo, alle volte, senza chiedervi esplicitamente a proposito del contratto e, quindi, totalmente contro la vostra volontà.

Anche chi è a conoscenza di questa truffa, per distrazione, può cascarci comunque. Per questo è molto importante mantenere sempre alta l’attenzione.

I consigli dell’Unione Nazionale Consumatori

L’Unione Nazionale Consumatori mette a disposizione alcuni consigli per evitare spiacevoli inconvenienti:

  • mai concedere i propri dati anagrafici;
  • non fornite mai il vostro codice POD e/o PDR, questi infatti sono i codici univoci che identificano il vostro impianto per il prelievo dell’energia elettrica o del gas;
  • non indicate mai il vostro codice fiscale, è un dato sensibile che non vi deve essere richiesto telefonicamente;
  • così come, non deve essere fornito il vostro codice IBAN, a meno che non siate certi del vostro interlocutore;
  • e, come, ovvio, non pronunciate mai, la fatidica parola “sì”. A chi vi domanda se siete la famiglia Rossi, un chiaro e semplice “siamo noi” sarà più che sufficiente.

Cosa fare quando si capisce di esserci cascati?

Come afferma l’Unione Nazionale Consumatori: “Il truffato, spesso, si accorge di essere rimasto vittima di un raggiro, quando arriva la prima bolletta da un operatore a cui però, non ricorda di aver fornito nessun consenso.

Qualora il consumatore si trovasse in questa situazione, la prima cosa da fare è quella di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno per ‘disconoscere il contratto’”.

 

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.