20 dicembre 2019 - Ravenna, Arte

Un Natale al'insegna dell'arte al MAR

Mostre Chuck Close. Mosaics, Riccardo Zangelmi. Forever young, Niki de Saint Phalle. Vanitas.

Natale al Mar

Durante il periodo natalizio confermati gli appuntamenti di visita guidata del sabato e della domenica ore 16.30 intorno alle mostre Chuck Close. Mosaics, Riccardo Zangelmi. Forever young, Niki de Saint Phalle. Vanitas.
(su prenotazione; € 14 a partecipante- ingresso MAR e visita guidata) Info e prenotazioni: 0544 482487

Fino al 12 gennaio 2020 Light a Dream  illuminerà la facciata del MAR, Museo d’Arte della città di Ravenna, con un omaggio alla personale di Riccardo Zangelmi  e alle opere del Museo, realizzato nell’ambito dell’inaugurazione della nuova sede del Laboratorio Aperto di Ravenna.
Un racconto visionario e fantastico visto attraverso l’immaginario di un bambino, che gioca, sogna e vede materializzarsi le proprie fantasie in realtà. Visioni eteree di sogni e giochi visti dagli occhi di bambino, con quella purezza e innocenza senza limiti e barriere mentali. Il progetto e la direzione artistica sono a cura di Samuele Huynh Hong Sun, di Antica Proietteria, con la collaborazione di Michele Canova, Omar Eisa (3D & Motion graphics) e di Gabriel Maccieri (sound designer). 

In occasione della mostra Riccardo Zangelmi. Forever young nella giornata di sabato 4 gennaio a partire dalle 10.00 fino alle 17.00  laboratori dedicati alla famiglia con l'artista Riccardo Zangelmi  per creare insieme costruendo con i mattoncini LEGO®. 

Uno degli oggetti costruiti potrà essere conservato dai bambini.

tariffa:
bambini (dai 5 anni) 5€
genitori 7€
durata del laboratorio 30 minuti
con il biglietto si possono visitare le mostre del MAR

info e prenotazione (obbligatoria)
0544 482487

Orari MAR

martedì – sabato  9.00 -18.00
venerdì 9.00-21.00
domenica 11.00-19.00
lunedì chiuso

orari nel periodo natalizio:

aperture speciali: 26 dicembre Santo Stefano e 6 gennaio Epifania dalle 11.00 alle 19.00      

chiusure istituzionali: 25 dicembre 2019, 1 gennaio  2020

Chuck Close. Mosaics

Figura di spicco dell’arte contemporanea dai primi anni ’70, Chuck Close è un artista internazionalmente famoso per i suoi ritratti, dipinti in scala monumentale a partire da fotografie. Close ha esplorato negli anni un’ampia gamma di tecniche, processi e materiali fino ad arrivare all’utilizzo del mosaico a seguito del suo coinvolgimento nel progetto di arte pubblica per la Metropolitana di New York. La serie Subway Portraits è costituita da dodici opere, in mosaico e in ceramica, ed è stata commissionata dal programma Arts & Design dell’Autorità di Trasporto Metropolitano, nel 2017.
La mostra del MAR presenta la nuova serie di opere a mosaico, affiancate da opere relative come stampe, arazzi e fotografie, e documenta inoltre il lavoro svolto da Mosaika Art and Design e da Magnolia Editions per la realizzazione delle opere installate nella stazione Second Avenue-86th Street di New York City.

Riccardo Zangelmi. Forever Young

Forever young è un’occasione per ritornare a guardare il mondo con gli occhi di un bambino grazie alle sculture di Riccardo Zangelmi, unico artista italiano LEGO® Certified Professionals. L’esposizione permette un’immersione giocosa in un percorso creativo che spazia tra oggetti e ricordi legati al mondo dell’infanzia e che propone sotto una nuova luce il concetto di ‘assemblare’ tipico del mosaico. Saranno esposte più di 20 sorprendenti opere per realizzare le quali sono stati impiegati oltre 800mila mattoncini di differenti dimensioni e di 60 colori diversi. Per celebrare la città di Ravenna l’artista ha realizzato un’originale scultura raffigurante Dante Alighieri

Niki de Saint Phalle. Vanitas

Vanitas è il titolo scelto per il progetto che espone una scultura in mosaico dalle grandi dimensioni raffigurante un teschio, realizzato da Niki de Saint Phalle nel 1988 con tessere in vetro specchiato e foglie di palladio: Tête de Mort I.
Niki de Saint Phalle svilisce la drammaticità della morte attraverso le grandi dimensioni della scultura e, ironicamente, afferma il superamento della fine con la continuità della vita. Le tessere specchiate riflettono l’immagine di chi osserva, obbligando ad un confronto diretto, come memento mori, con il simbolo della fine, e contemporaneamente restituiscono la molteplicità dell’identità umana.
L’opera scelta, non casualmente per Ravenna città dei mosaici e dei mausolei, rimanda chiaramente all’iconografia della vanitas e ad un tema particolarmente connotativo per il territorio, quello della vittoria della vita eterna sulla morte. I monumenti funerari cittadini, come il mausoleo di Teodorico, quello di Galla Placidia, la lastra sepolcrale di Guidarello Guidarelli fino alla Tomba di Dante, sono esempi di come la vita, la cultura e le testimonianze storiche abbiano prevalso sulla morte terrena.
Niki de Saint Phalle affronta l’iconografia del teschio e riprende gli stilemi delle antiche raffigurazioni scegliendo non solo la tecnica del mosaico, ma utilizzando il potere riflettente dello specchio, inevitabile rimando all’arte musiva bizantino - ravennate.
Tête de Mort I oltrepassa così la natura terrena per tramutarsi in vita eterna.

 

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