14 gennaio 2020 - Ravenna

Giulio Cesare, la valle del Rubicone ovvero la Wine Valley di Romagna e la cultura da bere

Il 10 Gennaio del 49 a. C. Giulio Cesare attraversa il Rubicone pronunciando, secondo la tradizione, la famosa frase “Àlea iacta est”, ovvero “Il dado è tratto”. Attraversare in armi quel fiume voleva dire mettersi contro l’autorità del Senato di Roma.

Le esitazioni di Cesare prima di scatenare la guerra civile hanno fatto la gioia di molti scrittori e la fortuna di un fiumiciattolo, di cui altrimenti nessuno conoscerebbe il nome: il Rubicone. Esso marcava, presso Rimini, il confine fra la Gallia Cisalpina, dove il proconsole aveva diritto di tenere i suoi soldati e l’Italia vera e propria, dove la legge gli vietava di condurli. Il 10 gennaio di quell’anno 49 «trasse il dado» com’ebbe a dire egli stesso, cioè passò il Rubicone con la sua legione.

Ed ecco entrare in scena l’Ambasciata delle Città del Vino d’Europa, perché non c’è prodotto o comparto che non abbia predisposizione al racconto, ma quello del vino è sicuramente fra gli ambiti produttivi privilegiati per la sua antica e profonda affinità con le facoltà creative e intuitive della mente e, di conseguenza, con la cultura.

Luigi Veronelli era solito affermare: “Il vino va bevuto per questo miracolo. Spinge l’intelligenza alle cose migliori”. Guardare l’antica bottiglia, il quadro di Tintoretto, la scultura di Moore, le colline della “mia” Bergamo, con provocazioni non uguali certo, certo parallele”.

Per ricordare Giulio Cesare, la Valle del Rubicone, la “wine valley” di Romagna , il suo vino, la personalità e i suoi valori, ben sapendo che non si può prescindere da una serie di attività e linguaggi fra loro coerenti e accuratamente integrati, l’Ambasciata delle Città del Vino d’Europa mette in evidenza l’etichetta della Tenuta del Monsignore posta sulla bottiglia di vino rosso IGP Rubicone “La Levata del ricordo”, che diventa la vera protagonista di una storytelling romana, a dimostrazione di come una bottiglia di vino può far conoscere e promuovere un territorio turistico storico enogastronomico.

L’etichetta in questione mostra un'anfora vinaria di età romanorepubblicana conservata nel Museo della Regina di Cattolica. È di color rosso, scelto perché decisamente distintivo, memorizzabile e capace di produrre nell’osservatore immediate associazioni con i profumi freschi e floreali del vino stesso. Tutti questi elementi contribuiscono a creare ed esprimere un valore di unicità e di originalità secondo una struttura di senso che viene colta e interpretata dall’osservatore, anche da angolazioni diverse e, in rapporto alle proprie caratteristiche culturali e sensibilità emozionale, ne riconosce il grado di autenticità.

La bottiglia “La Levata del Ricordo” della Tenuta del Monsignore di San Giovanni in Marignano è esposta nell’Ambasciata, in via Soardi 23 a Rimini. L’ingresso è gratuito.

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