30 gennaio 2020 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo, Sanità

Coronavirus, nessun allarme in Emilia-Romagna

La Regione ha attivato tutte le misure stabilite dal Ministero

"Situazione assolutamente rassicurante”

Nessun caso di Coronavirus in Emilia-Romagna, così come nel resto d’Italia. Lo ha sottolineato questa mattina, durante l’incontro con la stampa che si è svolto in viale Aldo Moro, la direttrice generale Cura della persona, Salute e Welfare della Regione, Kyriakoula Petropulacos, subito dopo la prima riunione del gruppo di coordinamento attivato dall’assessorato alle Politiche per la salute per garantire un collegamento costante tra Regione e Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna.

“Voglio dare, innanzitutto, un messaggio totalmente rassicurante- ha detto la direttrice-. Nel nostro Paese, ad oggi, non c’è nessun caso di Coronavirus; tuttavia, come previsto in situazioni di questo tipo, sono già state messe in campo misure tutelanti. La nostra Regione si è immediatamente attivata, in stretto contatto con il Ministero e l’Istituto superiore di sanità, e abbiamo già fornito indicazioni precise a tutte le Aziende Usl del territorio. Ma, ripeto, non solo non c’è nessun allarme, ma neppure nessun elemento di preoccupazione”.

Presenti all’incontro con i giornalisti altri membri del gruppo di coordinamento: Pierluigi Viale, direttore del reparto Malattie Infettive del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, Maria Carla Re, direttrice del Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche (Crrem) del Policlinico, e Adriana Giannini, responsabile Servizio Prevenzione Collettiva della Regione.

Misure precauzionali

In Italia, in accordo con le indicazioni a livello internazionale, sono già state adottate misure precauzionali per gli arrivi aerei; c’è una task force del ministero della Salute, ed è già funzionante 24 ore su 24 il numero verde 1500. 

A livello regionale, ha spiegato Petropulacos, “C’è un collegamento tra numero verde nazionale e linee regionali: nel caso si valuti la necessità di un approfondimento specifico sul territorio, la chiamata viene appunto dirottata in Regione. Il numero messo a disposizione dal Ministero è importante soprattutto per i cittadini che arrivano da aree a rischio e che ricevono già indicazioni in aeroporto. Peraltro - giusto ricordarlo - negli aeroporti regionali non arrivano voli diretti dalla Cina, quindi chi giunge sul territorio proviene da precedenti scali ed è già stato sottoposto a controlli”.

Negli scali italiani, infatti, ai passeggeri che provengono da zone a rischio viene immediatamente effettuato un primo screening (tramite apposito scanner), che rileva l’eventuale presenza di febbre; poi viene loro consegnato un foglio che spiega come, in caso di insorgenza febbrile, debbano rivolgersi al proprio medico di base o chiamare il numero verde. Ciò consente di allertare immediatamente i Dipartimenti di salute pubblica delle Ausl e di mettere in campo, a seconda della gravità della situazione, le misure necessarie.

In Emilia-Romagna per le analisi è già attivo, come laboratorio di riferimento, il Crrem del Policlinico Sant’Orsola, che nei giorni scorsi ha analizzato quattro campioni respiratori, risultati tutti negativi.  

Nel corso della conferenza stampa è stato infine ricordato che, in base alle indicazioni internazionali e nazionali, le persone prive di sintomi che rientrano dalle aree in cui c’è il Coronavirus non vanno messe in quarantena, e non costituiscono fattore di rischio per la trasmissione.

In caso di diagnosi di influenza da Coronavirus il paziente sarà sottoposto a isolamento nelle stanze predisposte all’interno dei Reparti di Malattie Infettive e gli verranno somministrate le terapie appropriate.

“Lo ribadiamo con chiarezza - hanno sottolineato tutti i partecipanti all’incontro stampa-: siamo attenti, come è giusto che sia, ma non allarmati. Il sistema regionale è organizzato in via precauzionale per rispondere prontamente a eventuali necessità, ma non c’è, al momento, alcun motivo di preoccupazione”

 

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