5 febbraio 2020 - Ravenna, Cultura, Politica

“I successi del Mar morto”

Ancisi (LpR) sul bilancio del Museo d’Arte di Ravenna

“Dati che prendono a pugni la matematica e le statistiche ufficiali”

Riportiamo di seguito le parole con cui Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, espone il suo ragionamento per il quale i dati comunicati dall’amministrazione comunale sul bilancio del Museo d’Arte di Ravenna non siano in realtà così positivi come da essi sostenuto.

“Facile vincere le elezioni spacciando dati che prendono a pugni perfino la matematica e le statistiche ufficiali degli enti governati da se stessi.

Oggi è andata magnificamente in scena la conferenza stampa di ieri sul grande successo del MAR (Museo d’Arte di Ravenna) nel 2019, ‘documentato’, secondo loro, coi 45.096 biglietti d’ingresso staccati a tutte le mostre prodotte nell’anno, per un incasso totale di 143.000 mila euro (escluso ovviamente il bookshop che, significando vendita di stampati, nulla c’entra coi biglietti d’ingresso). Questa l’essenziale tabella ufficiale somministrata.

MAR 2019

  • 45.096 (Biglietteria SIAE) 52.337 (totale)
  • Incassi: 185.318 € (143.000 € biglietteria / 42.000 € bookshop)
  • Visitatori paganti: 52,2% 
  • media nazionale musei analoghi: 49,5%
  • Costo medio biglietto: 6,5
  • media nazionale musei analoghi: 4,6

CONTROINFORMAZIONE

BIGLIETTO MEDIO COME UNA BIBITA - Ebbene, posto che gli unici dati tracciabili, se no si può sparare qualsiasi cifra, sono quelli della biglietteria SIAE, che comprende la gran massa dei ticket a prezzo zero, dividendo il dichiarato incasso di 143.000 euro per i 45.096 biglietti dichiaratamente staccati, il costo medio per biglietto risultante è un ridicolo 3,1 euro, non 6,5 come certificato. La ‘media nazionale musei analoghi’ è 4,6? Forse calcolando i tanti musei d’arte varia ad ingresso gratuito sparsi in ogni parte d’Italia. A questi, però, il museo d’eccellenza del Comune di Ravenna non dovrebbe essere analogo, salvo militare tra i dilettanti, non già in serie A.

NON PAGANTE QUASI LA METà -Visitatori non paganti ‘solo’ il 47,8%, di fronte al 50,5% della ‘media nazionale musei analoghi’, composta come detto sopra? Si vada a vedere la percentuale dei non paganti non già agli Uffizi di Firenze, alla Brera di Milano, ecc., bensì pur anche in spazi espositivi di media caratura, dove da un po’ di tempo, inaugurata la mostra, si fanno pagare anche i giornalisti e gli addetti ai lavori, non lasciando passare una mosca. Facile raggiungere vette entusiasmanti di visitatori precettando scolaresche (lo si sa per certo) e bambini, come quelli entrati a fiumi al MAR, con biglietti d’ingresso a prezzo zero, per il festival dei Lego.

LA DERIVA - La verità può essere facilmente accertata andando in altre città, dove giornalisti, critici e storici dell’arte si chiedono tutti come sia possibile che un museo fino a pochi anni fa giudicato dal Giornale dell’Arte (la rivista di credito massimo, con un’edizione anche in inglese) il sesto in Italia per efficienza, davanti anche ad istituzioni ben più grandi e prestigiose (come Brera, solo per fare un nome), sia morto sulla scena nazionale. La deriva in cui il MAR è precipitato pare la stessa di quando, verso fine secolo, lo stesso Giornale dell’Arte lo aveva bollato come il peggior museo italiano ‘per come era gestito’.

TURISTI ALLA LARGA - Alla conferenza stampa non è stata fatta mancare la vibrante soddisfazione del sindaco di Ravenna: ‘I numeri del Museo della Città si inseriscono sui dati complessivi positivi del turismo a Ravenna negli ultimi 12 mesi’. Peccato che tre giorni prima la Regione del presidente Bonaccini abbia certificato che, rispetto al 2018, i turisti venuti a Ravenna nel 2019 (intendendosi non i visitatori di passaggio, ma quelli che si fermano almeno una notte) sono calati dell’1,1%, gli stranieri addirittura del 2,8%. In Italia, certificati dal ministro Franceschini, sono invece aumentati più o meno del 4%”.

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