5 febbraio 2020 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo, Cronaca

Danni alle auto per il carburante “sporco”: risarcimenti

I consigli dell’Unione Nazionale Consumatori

Unione Nazionale Consumatori: carburante “sporco” e risarcimenti

Come in molti sanno, i carburanti di scarsa qualità o inquinati possono costituire un pericolo per la “salute” della macchina, che potrebbe quindi subire dei danneggiamenti.

Come comportarsi? Il primo consiglio dell’Unione Nazionale Consumatori è quello di risalire alla pompa “sospetta”.

Conservare le ricevute, raccogliere dichiarazioni di eventuali testimoni e, in ultimo caso, rivolgersi alle forze di polizia per la stesura di un verbale. E’ consigliabile anche conservare una tanica con il carburante raccolto durante i lavori di riparazione.

Richiesta di risarcimento da inviare al gestore della stazione

L’Unione Nazionale Consumatori pone l’accento di maggior importanza sulla richiesta di risarcimento da inviare al gestore della stazione.

L’associazione afferma infatti di aver ricevuto informazioni secondo le quali: “Quando il consumatore reclama verso le aziende produttrici, queste sono solite respingere ogni addebito per carburante sporco.

Cosa accade? Dopo aver ricevuto la segnalazione, la società risponde di aver avviato una procedura finalizzata alla verifica sulla qualità del carburante. Tuttavia, generalmente, alla segnalazione dell’utente segue una risposta negativa per aver la società distributrice effettuato non meglio identificati ‘controlli’ (peraltro non in contradditorio con il consumatore e sempre a considerevole distanza di tempo dai fatti).

Questa procedura, naturalmente, solleva ampi dubbi circa la affidabilità del controllo nonché circa il fatto stesso che un controllo sia stato effettivamente praticato.

Dubbi leciti se si considera che ben altro è il riscontro che segue un reclamo proveniente da una associazione consumatori grazie al quale si cambia immediatamente registro e si passa ad una effettiva procedura di risarcimento.

Anche se questa pratica ci sembra integrare una pratica commerciale aggressiva (ai sensi degli artt. 18 e ss. del Codice del consumo) attuata allo scopo di determinare un indebito condizionamento delle scelte del consumatore attraverso l’opposizione di un ostacolo all’esercizio dei suoi diritti, è bene tenerne conto”.

 

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