"Sicurezza al porto, sostenere e monitorare il servizio integrativo antincendio"
Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna in Consiglio comunale, evidenzia in un’interrogazione al sindaco il tema della sicurezza sul lavoro nel porto. Va “sostenuto” e “monitorato”, rileva il consigliere, il Servizio integrativo antincendio.
Ecco il testo dell'interrogazione. “Nel giro di una settimana - spiega Ancisi - le condizioni di insicurezza del porto di Ravenna si sono manifestate con grande evidenza in due occasioni: ieri, il grave infortunio avvenuto a bordo di una nave ormeggiata davanti alla banchina della Setramar ai danni di un lavoratore caduto dall’alto; in precedenza, l’allarme sulla fuga di gas da una nave che scaricava un prodotto infiammabile e cancerogeno. Da questa inquietante attualità colgo l’occasione per sollevare il velo che, in questa città, nasconde le difficoltà in cui opera da sempre il servizio portuale poco conosciuto, ma importantissimo e strategico per la sicurezza del porto, chiamato Servizio Integrativo Antincendio (SIA), comunemente Guardie dei Fuochi.
Le gravi condizioni di rischio che incombono sul porto di Ravenna sono note. Gli incidenti più clamorosi, nel 1987 quello più tragico, mai registrato al mondo nella cantieristica navale, dei 13 morti a bordo della Elisabetta Montanari e quello del 2006 in cui ha perso la vita nel traghetto Ravenna-Catania il giovane Luca Vertullo, hanno portato il nostro porto ai disonori delle cronache internazionali. È stato pochi giorni dopo il fatto dell’Elisabetta Montanari e a seguito di questo, che a Ravenna è stato attivato a regime dalla Capitaneria di Porto il SIA, che prima operava marginalmente solo per alcuni tipi di attività.
Si tratta di un servizio privato di interesse pubblico, disciplinato da una legge del 1940 aggiornata nel 1973, autorizzato preventivamente dalla Capitaneria di Porto locale, posto a carico degli armatori delle navi che approdano alle banchine in carico al servizio. Gli operatori possono essere ex-ausiliari dei Vigili del Fuoco, ex militari della Marina Italiana o marittimi qualificati da appositi corsi antincendio, comunque iscritti all'albo dei Vigili del Fuoco Volontari, previo superamento dell'apposito corso svolto presso i Vigili del Fuoco di loro residenza. Sono figure importanti e fondamentali nella prevenzione e nel soccorso, in considerazione della gravità degli incidenti e degli incendi nell’intero settore dei trasporti marittimi.
Le loro mansioni prevedono, in senso stretto, la sorveglianza e la prevenzione incendio sui pontili e banchine dove operano navi cisterna, sulle navi che trasportano merci pericolose, su navi dove si effettuano lavori a fiamma e nei cantieri navali. In caso di incendio le Guardie dei fuochi, dopo aver dato l'allarme, devono essere in grado di effettuare il primo intervento. La loro competenza si estende alla sorveglianza antinquinamento ambientale e alla manutenzione di mezzi e cose aziendali, ma soprattutto, in generale, alla vigilanza sulle condizioni di sicurezza del lavoro e sul rispetto delle normative di prevenzione degli incidenti di qualsiasi genere sulle banchine sottoposte al loro controllo.
Con questa interrogazione intendo richiamare l’attenzione dell’amministrazione civica sulle necessità che il SIA venga adeguatamente sostenuto e attentamente monitorato.
Sotto il primo profilo, sottolineo l’esigenza di mantenere elevata la preparazione professionale del personale, tramite un’adeguata e più stringente formazione ed addestramento presso il comando dei Vigili del Fuoco, nonché attraverso corsi periodici di aggiornamento da parte della Capitaneria e del Perito Chimico del porto sulle ordinanze e le normative vigenti in materia di salute, sicurezza e tutela ambientale e patrimoniale. Più importante in assoluto è che il patentino per poter diventare Guardie dei Fuochi sia rilasciato dalla Capitaneria di Porto con molta attenzione riguardo ai requisiti fondamentali.
Sul secondo aspetto, richiamo, a beneficio dell’incolumità non solo delle aree portuali, ma della stessa popolazione civile, la necessità di una stringente vigilanza sul corretto funzionamento del servizio e sul rispetto, al suo interno, dei protocolli guida e delle norme di sicurezza. In particolare, occorre controllare che sia rispettato il numero delle Guardie dei Fuochi prescritto dall’ordinanza della Capitaneria di Porto. Riporto al riguardo, a prescindere dalle segnalazioni che ho ricevuto, una casistica delle violazioni possibili:
in presenza di fitta nebbia, evento non casuale dalle nostre parti, e del conseguente blocco del traffico marittimo portuale, se rimangono in porto navi aventi a bordo prodotti pericolosi, il numero degli operatori dev’essere di due e non più di uno solo;
quando navi aventi a bordo prodotti pericolosi necessitano di rifornirsi di carburante (bunker) mediante una bettolina, oltre ai due operatori che già presiedono le operazioni di scarico e carico di tali prodotti, devono essere presenti altre due Guardie dei Fuochi;
nel bunkeraggio mediante autobotte, quando si ha la concomitanza di molti servizi analoghi, occorre mandare, per ciascun servizio, non un solo operatore con motopompa, ma due; ugualmente per il servizio di imbarco/sbarco di merci pericolose in colli (container) durante gli orari notturni.
Sig. sindaco, da buon intenditore, Lei ha già perfettamente compreso anche le parole che non ho detto.
Lei ha l’autorità e le competenze perché il messaggio giunga a destinazione.
Le chiedo se ne condivide il dovere. Stiamo parlando, prima di tutto, di vite umane".
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