"L'Asp non rispetta la legge sulla trasparenza di Brunetta"

Ancarani (Pdl): "Impossibile capire dal sito chi siano il presidente, il direttore e i consiglieri"
1 settembre 2010 |  Politica | Ravenna |

Il Vice coordinatore comunale Vicario del Pdl Alberto Ancarani critica il sito della neonata Azienda servizi della persona: "Nonostante il buco di bilancio del Consorzio dei servizi sociali abbia dimostrato in tutta la sua evidenza la necessità di trasparenza nei conti e nella gestione di un ente pubblico di tale importanza, la lezione del disavanzo sembra non essere servita affatto ai Comuni soci".

"Basta andare sul sito internet della neonata Azienda per i servizi pubblici alla persona per rendersene conto. Impossibile per un cittadino conoscere dal sito dell'Asp chi siano il presidente, il direttore, tantomeno i consiglieri e i revisori dei conti. Figurarsi poi le assenze o presenze dei dirigenti, gli incarichi di collaborazione o le consulenze assegnate. In questo modo non solo l'Asp non rispetta la legge sulla trasparenza voluta dal ministro Brunetta, ma rischia di percorrere una strada tanto pericolosa quanto quella già percorsa dal disciolto Consorzio per i servizi sociali che con i dieci milioni di euro di disavanzo circa con il quale ha chiuso i battenti è e resta la pagina più vergognosa che Ravenna abbia mai dovuto tollerare in quanto a gestione della cosa pubblica.
Eppure, basta andare poco più in là per rendersi conto che invece c'è chi la trasparenza la sa rispettare, e nello stesso settore. L'Asp del Rubicone, infatti, sul suo sito mette al corrente con un apposito link che si chiama "trasparenza, valutazione e merito" su chi sono i dirigenti della struttura. Altrettanto dà con le consulenze. E le amministrazioni associate non sono di colore diverso da quelle ravennati.
Il Comune di Ravenna, dopo aver scelto per la gestione dell'Asp, i cui conti già fanno temere che non ci sarà alcuna inversione di tendenza rispetto al passato, e anzi già si riscontrano i primi affanni denunciati dai fornitori, due dirigenti che non hanno alcuna esperienza nel campo dei servizi sociali, non solo si fa beffa della legge sulla trasparenza in un momento in cui i cittadini si aspettano ben altro, ma – cosa ancor più grave – pare non fare alcun tesoro del recentissimo scandalo del Consorzio sui servizi sociali".

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