19 febbraio 2020 - Ravenna, Economia & Lavoro

Vino ravennate salvo dai dazi USA, soddisfatta Coldiretti

“Scongiurato, grazie ad un duro lavoro diplomatico che ha visto Coldiretti in prima linea, il rischio dazi per prodotti simbolo del Made in Italy, dal vino all’olio fino alla pasta”. Lo segnala la stessa Coldiretti, ricordando come sia salvo anche il vino ravennate, molto apprezzato negli Stati Uniti, dove i dazi, fatti scattare dall’amministrazione guidata dal presidente Donald Trump come rappresaglia per la disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus, hanno già provocato il dimezzamento delle esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, eccellenze italiane finite nella black list redatta dal governo Usa insieme a salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori.

Vino, olio e pasta made in Italy, inizialmente ricompresi nell’elenco dall’Amministrazione Trump, per ora sono salvi grazie al lavoro di squadra che ha visto Coldiretti in sinergia con il commissario Ue al commercio Phil Hogan e con il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova.

“Per i produttori ravennati e la nostra provincia, la più grande in regione e tra le più importanti a livello nazionale per superficie vitata e capacità produttiva, senza dubbio una buona notizia – commenta il Presidente di Coldiretti Ravenna Nicola Dalmonte – ma ora occorre continuare a tenere alta la guardia se vogliamo preservare l’export vitivinicolo da nuove spiacevoli sorprese”.

“Gli Stati Uniti – spiega Coldiretti – sono il principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari Made in Italy fuori dai confini comunitari e il terzo a livello generale dopo Germania e Francia, con le esportazioni che hanno raggiunto nel 2019 il massimo storico di 4,65 miliardi di euro in aumento dell’11% nonostante il rallentamento provocato negli ultimi mesi dall’entrata in vigore dei dazi. Il vino è il prodotto italiano più esportato negli Stati Uniti per un valore che nel 2019 che ha superato 1,5 miliardi di euro”.

“Occorre riprendere la via del dialogo con gli Usa ma anche attivare al più presto aiuti compensativi ai settori che restano colpiti e che per l’Italia rappresentano in valore più del 10% del totale delle esportazioni in Usa” ha affermato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ricordare che il nostro Paese si ritrova ad essere punito dai dazi Usa nonostante l’Airbus sia essenzialmente un progetto franco tedesco al quale si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna. L’Unione Europea – ha concluso Prandini – ha appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia che come ritorsione ha posto l’embargo totale su molti prodotti agroalimentari, come l’ortofrutta, che è costato al Made in Italy oltre un miliardo in cinque anni ed è ora paradossale che l’Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato, con pesanti ipoteche sul nostro export negli Usa.

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