28 febbraio 2020 - Ravenna, Cronaca

La Guardia Costiera alza la guardia sulla filiera della pesca con l’operazione regionale “Blue Wave”

Sanzioni soprattutto relative a carenze e inesatte etichettature del pescato

Operazione per l’incremento della vigilanza sulla filiera della pesca marittima da parte dei Comandi della Guardia Costiera di tutta la regione, che nel periodo dal 18 al 28 febbraio hanno aumentato i controlli a tutela delle norme di settore comunitarie e nazionali. L’operazione, denominata “Blue Wave”, è stata coordinata dall’8°Centro Controllo Area Pesca (8° CCAP), operante in seno alla Direzione Marittima dell’Emilia-Romagna, retta dal Capitano di Vascello (CP) Giuseppe Sciarrone.

I controlli

Nel periodo dal 18 al 22 febbraio sono stati dunque programmati ed eseguiti appositi controlli ed ispezioni in mare, in porto e nell’entroterra, per prevenire e reprimere gli illeciti sulla cattura, sulla commercializzazione e somministrazione del pescato, inoltre nell’ulteriore periodo dal 24 al 28 è stata sviluppata una analoga attività con la presenza in sede di un ispettore della Croazia al seguito dei militari dipendenti, in base all’accordo di reciproco scambio fondato su di un piano di ispezione congiunto JDP (Joint Deployment Plan), espressamente previsto dall’Agenzia comunitaria per il controllo della pesca EFCA (European Fisheries Control Agency).

Nel corso dell’operazione non è stata trascurata neanche l’effettuazione di controlli presso i centri di manipolazione e preparazione delle mense scolastiche, ospedaliere e similari, per cui sono stati ispezionati n.14 specifici esercizi, onde fugare anche il rischio di frodi in commercio e nelle pubbliche forniture attinenti i prodotti ittici freschi e conservati, senza comunque rilevare irregolarità di sorta in materia.

I dati

Complessivamente sono state effettuate: n.96 ispezioni, n.203 controlli, n.21 le sanzioni amministrative elevate per un ammontare di oltre 50.000 euro, n.13 i sequestri totali, con oltre 600 kg di prodotto ittico ritirato e 4 attrezzi di pesca irregolari sottratti ai fini della confisca, nel corso dei quali uno di questi ha fortunatamente consentito anche la pronta liberazione in mare di un esemplare di tartaruga caretta-caretta ancora vivo, accidentalmente impigliata nelle reti, specie che si rammenta risulta essere protetta dalla Convenzione Int.le di Washington e dalla Direttiva CE Habitat, poiché a rischio estinzione.

Quotidianamente sono stati impiegate nell’operazione n°10 autopattuglie, n°8 le motovedette in mare, nonché di n°01 elicottero proveniente dalla Base Aeromobili della Guardia Costiera di Pescara.

Le sanzioni

Le principali sanzioni afferiscono la carente informazione/etichettatura, l’inesatta provenienza del pescato, la violazione delle norme attinenti la documentazione commerciale giustificativa ed i piani di autocontrollo alimentare nonchè la cessione di prodotto catturato in difformità alle norme nazionali e comunitarie prefissate a tutela del depauperamento degli specifici stock ittici.

A conclusione delle impegnativa attività posta in essere il Direttore Marittimo dell’Emilia-Romagna assicura che proseguirà il consolidato e doveroso impegno istituzionale teso a reprimere i fenomeni illegali di cattura e commercializzazione di prodotti ittici alimentari, a tutela delle risorse ittiche, dei lavoratori onesti e della salute del consumatore, quale espressa mission assegnata dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali anche alla luce dei lusinghieri risultati conseguiti nella fattispecie, i quali hanno ampiamente soddisfatto le aspettative del rappresentante dell’Agenzia Europea per il controllo della pesca EFCA, in termini di peculiare competenza e specializzazione dei militari dipendenti.

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