“Mercato coperto, ecco le tappe”
“Sono due anni che sul mercato coperto l’Amministrazione comunale pronuncia parole chiare e precise”. In una nota l’assessore al commercio Andrea Corsini replica alle dichiarazioni di Mirko De Carli del Pdl. “Come annunciato – continua Corsini – uscirà il bando di project financing per la riqualificazione del mercato coperto entro la fine di settembre. Abbiamo previsto incentivi e compensazioni a carattere economico per tutelare gli operatori attuali, riservando loro un diritto di prelazione e lo sconto del 40 per cento per un certo numero di anni sul canone d’affitto. Canone che sarà pattuito secondo regole di mercato (e non più di 700 euro annui come è stato fino ad oggi).
Tengo a precisare - sottolinea Corsini - che non eravamo obbligati, per legge, a prevedere tali incentivi; ma abbiamo optato per questa soluzione perché ci sta a cuore il futuro degli operatori commerciali, soprattutto di quelli che, operando da tanti anni, hanno contribuito a dare garanzie di qualità alla struttura.
“Per quanto riguarda il trasferimento degli esercizi durante i lavori di riqualificazione – aggiunge - abbiamo davanti a noi quasi un anno e mezzo dal momento che, per tutto il 2011, l’attività del mercato rimarrà invariata. La sede provvisoria sarà comunque una piazza, ancora da individuare. Secondo i termini di legge, gli stessi operatori che decideranno di trasferirvi temporaneamente l’attività dovranno farsi carico delle spese di allestimento".
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I gestori del mercato coperto non...
Interpellando i gestori dei box non mi pare che la versione dei fatti collimi con quella dell'Assessore. Riportiamo a tal proposito l'articolo che è apparso sui giornali nel febbraio scorso. Nel primo pomeriggio di martedì 2 febbraio abbiamo incontrato alcuni esponenti del Comitato del Mercato Coperto, formato dagli esercenti che vi operano e che hanno speso e stanno spendendo una vita all’interno della storica struttura del centro. Abbiamo riscontrato, come ci avevano già annunciato, uno scoramento e una delusione totale. Nei confronti dell’amministrazione comunale, che da 5 anni li tiene sulle spine e li mena per il naso, dapprima con promesse e poi con imposizioni. La storia della ristrutturazione è iniziata nel 2004, allorquando il Comune (allora Sindaco era Mercatali) e gli esercenti si erano accordati per una ristrutturazione 70%-30%. Il Sindaco Mercatali si è rimangiato tutto, negando l’accordo e dando dei bugiardi agli esercenti. Nel 2006 cambia la Giunta ma non la musica. L’Assessore Corsini contatta gli esercenti e li informa che pensano di agire sull’esempio di Torino, dove è in fase di allestimento la struttura di “Porta Palazzo”. Due delegazioni, una di Confesercenti con i negozianti del Mercato e una del Comune, si recano insieme a Torino e visionano il tutto. Il Comune si offre come finanziatore fideiussore (il danaro lo avrebbero messo le banche, l’amministrazione garantiva) e i negozianti avrebbero costituito un’ATI (Associazione Temporanea d’Impresa) per partecipare alla ristrutturazione come società di gestione. E intanto gli anni passano e l’ostruzionismo da parte del Comune cresce: ZTL senza creare nuovi parcheggi, adeguati alle esigenze del centro storico, la costruzione insensata dell’Isola Ecologica. Le condizioni all’interno della struttura sono sempre più impossibili per chi vi lavora e chi compera, con temperature proibitive, servizi igienici spesso inagibili d’inverno causa l’acqua che ghiaccia. I box si svuotano e il Comune non indice i bandi, il che avrebbe contribuito ad alleviare le spese di gestione (tutte a carico degli esercenti). Sintomo questo, di un ribaltamento e un radicale cambiamento nell’impostazione del Mercato che il Comune di Ravenna ha in mente. Nel frattempo gli esercenti invecchiano e l’età della pensione si avvicina. E il Comune tergiversa. Arriviamo all’aprile del 2008: l’ATI è pronta. Punti fermi, nelle intenzioni degli esercenti, un progetto a un piano che ricalchi la struttura già esistente, che ne mantenga l’aspetto originario, con un sistema di climatizzazione e riscaldamento a pavimento, e altri accorgimenti che permetterebbero un contenimento dei costi. Una multiproprietà che permetta a chi vi lavora attualmente e che ha contribuito a far crescere la struttura tanto cara ai ravennati, di partecipare al rinnovo di una “loro creatura”. Dopo due mesi, giugno 2008, l’altro voltafaccia: secondo una legge del 2000 la modalità non è più possibile. Nell’assemblea del 20 gennaio scorso, alla presenza dell’Assessore Corsini e delle Associazioni di categoria, il Comune ha presentato le alternative proposte agli esercenti per il periodo dei lavori, che dureranno presumibilmente dal 2012 al 2015. Le proposte di cui abbiamo letto le notizie sui quotidiani sono indirizzate all’esclusione degli esercenti da ogni possibilità di partecipazione alla ristrutturazione, nella migliore tradizione dell’amministrazione comunale che impone le proprie regole e decisioni senza ascoltare e prendere in considerazione i cittadini. E in nessun modo possono essere accettate. Cittadini che negli ultimi anni hanno investito in volontà, dedizione e danaro per le loro attività e che ora si vedono messi ai margini dal Comune e dalle Associazioni che poco stanno facendo e hanno fatto per tutelarli. All’orizzonte, un progetto faraonico di ristrutturazione che coinvolgerà senz’altro o la Conad o la Coop e che porterà così, con grande gioia della nostra amministrazione, il mondo cooperativo nel centro storico. Già l’ESP e le Coop hanno sottratto e stanno sottraendo al centro storico linfa vitale, il Comune non da a tutti la stessa possibilità di sviluppo e di comodità nell’accoglienza dei clienti, in netto contrasto con i dettami del Piano Strutturale Comunale. E in netto contrasto con la democrazia che è lungi dall’essere applicata a Ravenna. Giulio Bazzocchi - GI Pdl Ravenna - cell. 328 9541626
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