“Pm, io difendo la dignità professionale degli agenti”

La replica di Ancisi sul Corpo
2 settembre 2010 |  Politica | Cronaca | Ravenna |

Il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi rispedisce al mittente le critiche e puntualizza il suo pensiero in merito al Corpo di polizia Municipale di Ravenna.

Esordisce il consiglire comunale in una nota: 'Il direttore d’orchestra Matteucci aveva dato il la: “Ancisi attacca la polizia municipale'. Non è servito dimostrare, regolamenti alla mano, che le mie critiche sono invece rivolte alla conduzione politica della polizia municipale da parte sua e di chi ne interpreta le direttive. Tutti i sindacati interni della polizia municipale, da bravi corifei, hanno ora pensato bene di intimidirmi, addebitandomi “'a campagna mediatica contro i dipendenti della polizia municipale'.

Se non li difendono loro, dice il capogruppo, "io alzerò ancora di più il tiro contro la deriva in cui gli agenti di polizia municipale vengono trascinati e mi spiegherò ancora meglio direttamente con loro".

Proprio la citazione, a mio carico, di presunti addebiti, mi dà il modo di farne toccare con mano la pretestuosità. Aver detto che 'il sindaco ha ridotto la polizia municipale a un distaccamento improprio e assai poco produttivo di finti poliziotti al suo servizio personale', non vuol dire, nella lingua italiana, che siano poco produttivi gli agenti, e tanto meno che sia loro la colpa se si vuole trasformare la polizia municipale in un fac-simile della Polizia di Stato, cioè meno “vigili urbani” e più “poliziotti”: bensì che le 'inadeguatezze o malfunzionamento del Corpo – come dicono i sindacati stessi – vanno ricercate altrove', cioè nel manico politico e, conseguentemente, dirigenziale. La scarsa produttività non è degli agenti, ma di quello che gli fanno fare, non fosse altro perché a loro mancano molti strumenti delle forze dell’ordine statali, non solo operativi, tecnici, professionali, ecc., ma anche, se non usati indebitamente, giuridici. Ne parlerò col Prefetto".

Ancisi spiega inoltre che "avere denunciato l’impiego di tutti i vigili al servizio della Festa dell’Unità non significa avere attentato alla 'dignità professionale degli agenti' e bla bla bla, perché questa dignità professionale è lesa da chi manda lì tutte le pattuglie disponibili". 

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