6 marzo 2020 - Ravenna, Cronaca, Politica

Chiusura dell’ufficio postale di Porto Corsini: proseguono le polemiche

Ancisi (LpR) chiede di “salvare il salvabile”, il Sindaco De Pascale: “Restiamo totalmente contrari e non ci arrendiamo alla decisione di Poste Italiane”

Si riaccende la polemica sulla chiusura dell’ufficio postale di Porto Corsini, che da qualche giorno espone il seguente avviso: “AVVISO CHIUSURA UFFICIO. Dal 06/04/2020 questo Ufficio chiuderà e non sarà più operativo. La corrispondenza in giacenza presso questo ufficio sarà disponibile nell’ufficio di Marina di Ravenna”, come riportato nell’interrogazione Question Time lanciata da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna in consiglio comunale.

“L’allarme contro questa triste evenienza – sottolinea Ancisi – fu lanciato il 10 dicembre scorso da Lista per Ravenna con un’interrogazione urgente al sindaco. La risposta è stata che l’’ipotesi di eventuale chiusura di questo ufficio postale’ era stata comunicata al sindaco già il 16 ottobre, senza però che ne fosse stata informata la cittadinanza e neppure la Pro-loco del paese. In assenza di proprie iniziative verso la direzione delle Poste, il Comune ha poi ‘appurato’, da una comunicazione delle Poste datata 2 dicembre, come l’’ipotesi della chiusura…sia stata poi invece presa come decisione da parte del management di Poste nazionale’. Tuttavia, solamente tre giorni dopo l’interrogazione di Lista per Ravenna è partita, a decisione in nessun modo prevenuta e tanto meno contrastata, una lettera di protesta rivolta dal sindaco alla direzione aziendale. L’assessore comunale alle attività economiche ha assicurato, in quella occasione, che ‘il Sindaco  intende esercitare anche il suo ruolo all’interno di Cassa Depositi e Prestiti, come Presidente dell’Unione delle Provincia Italiane le Poste ritornino indietro rispetto a questa ipotesi di chiusura’. Poste Italiane è posseduta dalla Cassa Depositi e Prestiti che tra l’altro gestisce i fondi del risparmio postale degli italiani”.

Il leader di opposizione attacca poi sul rischio di abbandono del lido di Porto Corsini, che “non ha più nessun servizio pubblico se viene chiuso anche l’ufficio postale. Essendo perciò a rischio di spopolamento, non può subire anche questa mancanza, considerando oltretutto che al servizio postale si rivolge anche la gran parte della popolazione residente e turistica di Marina Romea, località che ne è priva”. Per questa ragione, Lista per Ravenna dichiarò allora di “mettersi a fianco di ogni iniziativa civica che vorrà sollevarsi dai Lidi Nord del nostro litorale, affinché nulla si tagli del loro servizio postale”, e collaborò dunque con le Pro Loco di Casal Borsetti, di Marina Romea e di Porto Corsini e del Comitato cittadino dei Lidi Nord, per redigere e poi sostenere una petizione contro la chiusura dell’ufficio postale di Porto Corsini.

La petizione

“Nel giro di appena due settimane – ricorda il capogruppo di LpR –, 1340 cittadini dei Lidi Nord hanno sottoscritto, in forma di plebiscito, questo documento. Né la petizione, né un’assemblea della cittadinanza, fittamente partecipata, tenuta dal sindaco il 10 febbraio presso la Pro-Loco di Porto Corsini, hanno impedito il peggio, rappresentato dal fatto che, per ricevere il servizio postale, la popolazione locale dovrà recarsi a Marina di Ravenna su un traghetto a pagamento dai tempi di attesa spesso biblici”.

“Salvare il salvabile”

Nell’interrogazione, Ancisi conclude chiedendo al Sindaco un intervento: “Fermo restando che l’affitto degli attuali locali in uso al servizio postale a Porto Corsini sia stato disdetto, si rende dunque necessario chiedere al sindaco se intende riferire, rispondendo in consiglio comunale al presente question time, sulle azioni da lui compiute o che si propone di compiere per scongiurare il risultato peggiore. In particolare, la soluzione alternativa minima a cui puntare, pur condannando fermamente l’accaduto, sembrerebbe essere l’apertura, in altra sede del paese stesso, di un servizio svolto da un solo impiegato, eventualmente due al bisogno, affiancato da un ‘postamat’ (bancomat)”.

L’intervento del Comune

In merito alla chiusura, interviene anche l’amministrazione comunale, direttamente con una lettera al legale rappresentante, al responsabile relazioni istituzionali territoriali e al responsabile della filiale di Ravenna di Poste italiane, per evidenziare la netta contrarietà a tale provvedimento di chiusura.

La lettera riporta le motivazioni per le quali non è accettabile che la località di Porto Corsini resti priva di un ufficio postale.

“Ritengo inaccettabile la decisione di chiudere l’ufficio postale di Porto Corsini – dichiara il sindaco Michele de Pascale – presa nonostante i diversi incontri col management di Poste Italiane, un’assemblea pubblica e una petizione nelle quali abbiamo esposto con decisione la contrarietà dell’amministrazione e dei cittadini. 

A questo punto abbiamo deciso di scrivere nuovamente a Poste Italiane, ribadendo la nostra posizione e la nostra ultimativa richiesta di mantenere aperto l’ufficio. Qualora la risposta dovesse essere negativa, adiremo alle vie giudiziali poiché riteniamo la decisione della chiusura dell’ufficio postale di Porto Corsini illegittima e che sussistano valide motivazioni perché Poste italiane la riesamini.

Nel frattempo è nostra intenzione chiedere ai parlamentari del nostro territorio di fare anche un’interrogazione con l’obiettivo di chiedere chiarimenti anche in sede parlamentare sulla decisione presa”.

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