"Pronti a chiedere il commissariamento del Comune"

Silvestrone (Servimpresa): "Azioni forti se il sindaco continuerà a non riceverci"
Silvestrone alla manifestazione Scateniamoci (è il secondo da destra)
3 settembre 2010 |  Economia & Lavoro | Cronaca | Ravenna |

“Oggi siamo qui con pochi amici per dimostrare che vogliamo nonostante tutto abbassare i toni. Ma se il sindaco continuerà a non riceverci la prossima volta saremo molti di più e siamo pronti anche a chiedere il commissariamento del Comune”. A parlare è Luca Silvestrone, direttore generale di Servimpresa. Lo scenario è piazza del Popolo, di fianco allo scalone che dà accesso al municipio.

Quello che Silvestrone chiede è anche l’associazione di categoria che rappresenta sia ammessa al tavolo di confronto con l’amministrazione comunale. Una legittimazione politica che non è ancora arrivata “nonostante le nostre continue richieste di incontro, l’ultima delle quali contenuta in una lettera consegnata alla segretaria di Matteucci il 20 agosto. Un’associazione di categoria non è come un gruppo di persone. Rappresentiamo una fetta di economia e abbiamo il diritto di essere ricevuti”.

Questo arroccamento sul “no” trova, secondo Silvestrone, origine nel timore che “il fronte delle associazioni si spacchi facendo emergere cose che non si vorrebbero far sapere”.
Tra Servimpresa e amministrazione comunale non è stato certo amore a prima vista. L’associazione è nata in marzo (e, secondo il suo direttore generale, conta già 300 iscritti, in maggioranza transfughi di altre associazioni) e durante l’estate ha scelto come cavallo di battaglio il disagio di un gruppo di imprenditori di Marina e Punta Marina che ha contestato gli effetti delle ordinanze cosiddette ‘antisballo’ del sindaco. “Quelle ordinanze non hanno impedito lo sballo, ma il ballo - è tornato a ribadire Silvestrone -. Se vuole impedire che i giovani si ubriachino, Matteucci deve vietare il bere in viale delle Nazioni e far sequestrare le casse di alcolici con cui molti arrivano, oltre che vietare l’alcol ai minori di 18 anni”. Qualche dubbio sul fatto che un sindaco possa imporre misure di questo tipo (la legge nazionale prevede il divieto di vendita di alcolici ai minori di 16 anni, anche se questo non impedisce ai singoli imprenditori di autoregolamentarsi in modo più severo, ndr) è lecito, ma Silvestrone dice di essere sicuro che “è suo potere farlo”.
E mentre ribadisce la totale indipendenza dalla politica - “hanno cercato di affibbiarci di ‘padrini’ di vari partiti per spostare la nostra battaglia sulla polemica politica” -, il direttore generale di Servimpresa annuncia la partenza di una petizione “con cui chiederemo di essere ammessi al tavolo di confronto”. (v.r.)

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