Farmacie, "i tempi non erano poi così giusti"

Ancisi (LpRa) replica alle affermazioni del vicesindaco
3 settembre 2010 |  Politica | Cronaca | Ravenna |

“Annunciando nuove farmacie comunali a Ponte Nuovo, già aperta da un mese, e di Santerno, già nota, il vice-sindaco non ha perso l’occasione di tacere sulla storia attraverso cui si è arrivati all’apertura della prima”. Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, commenta così l’intervento del vice sindaco Mingozzi sulle ‘nuove’ farmacie.

“Fa finta di dimenticare - prosegue Ancisi - che in un’affollata assemblea pubblica a Ponte Nuovo, avvenuta a metà febbraio 2006, egli promise che la farmacia lungamente attesa dagli abitanti della zona , comprendente anche Madonna dell’Albero, sarebbe entrata in funzione “tra la fine del 2006 e il 2007”. Gli proposi una scommessa che non accettò, affermando che, con la procedura scelta dalla giunta comunale, il servizio non avrebbe potuto essere attivato prima del 2010. Il ritardo e quindi il danno, per quei 6.156 cittadini di allora delle due località, è stato di 4 anni. Cosa ci sia da gloriarsi quando un amministratore pubblico dimostra di non sapere quello che dice sarebbe da spiegare a chi lo ha ascoltato con le proprie orecchie e ai giornali che hanno buona memoria di quello che scrivono.
Se gli abitanti del Comune in pochi anni sono cresciuti di oltre 3.000 unità, giustificando l’apertura di due farmacie in più, bisognerebbe ringraziarne gli immigrati, la loro prolificità e la politica di accoglienza indiscriminata praticata dall’amministrazione di cui Mingozzi è vice-sindaco. Di questo passo potrà costruirsi una farmacia anche a San Michele, davanti a casa. Gli servirebbe alle memoria per comprarsi il fosforo.
Il percorso che suggerivo io avrebbe dato a Ponte Nuovo la farmacia cinque anni prima. Bisognava trasferire temporaneamente una delle otto farmacie di Ravenna, tenendo conto che quella comunale di piazzale Farini allora aveva un disavanzo annuale di 30 mila euro (impresa forse unica in Italia tra le farmacie). Una volta aumentati gli abitanti del Comune, fino a poter autorizzare una o due farmacie in più, nulla avrebbe vietato di ripristinarne una a Ravenna, magari in un posto migliore di piazzale Farini, dove ora i conti sono almeno in pareggio, ma che rimane una posizione non ideale. Questi i fatti. A Mingozzi la vanagloria”.

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