Scuola, Rifondazione Comunista in piazza con i precari
La federazione ravennate di Rifondazione Comunista in campo a sostegno della battaglia dei precari. "Di fronte allo scempio degli ulteriori tagli alla scuola pubblica che vede così stravolta la sua funzione costituzionalmente garantita, Rifondazione Comunista esprime pieno sostegno e solidarietà alle proteste messe in campo dai lavoratori della scuola ed in particolare dai precari che sono impegnati in questi giorni, su tutto il territorio nazionale, in forme di lotta estrema come quello dello sciopero della fame", spiega in una nota Liliana Salvo, responsabile scuola di Rifondazione.
"Vanno persi in tre anni circa 150.000 posti di lavoro, il più massiccio licenziamento operato dallo Stato nella storia della nostra Repubblica, per complessivamente 8 miliardi di euro in meno. Va disperso un enorme patrimonio di esperienze e competenze acquisite attraverso anni di serio e approfondito lavoro svolto con dedizione e tanta passione, a volte con spirito di abnegazione da parte del personale docente. Il dramma colpisce non solo i lavoratori ma anche le famiglie italiane che si troveranno di fronte ad una scuola notevolmente impoverita ed appiattita sul nozionismo, incapace di fornire quegli strumenti necessari al pieno sviluppo della persona che attraverso la conoscenza, l’elaborazione e la promozione di pensiero critico la fanno essere un cittadino libero e consapevole, capace di agire la propria cittadinanza. Riteniamo, altresì, lesiva della dignità umana, il trattamento riservato agli alunni diversamente abili che saranno privati, in moltissimi casi, del docente di sostegno ed inseriti in aule affollatissime con punte di anche 28/29 alunni.
In realtà, dietro ai tagli si cela un vero progetto politico ideologico che ridisegna gli assetti democratici del nostro paese. Un paese autenticamente democratico e lungimirante investe sulla scuola puntando al suo forte rilancio e riqualificazione con la consapevolezza che solo investendo sulla ricerca, sulla conoscenza, sulla formazione è possibile rilanciare l’economia ed assicurare livelli di benessere generalizzati. Così hanno fatto le grandi democrazie come la Svezia che ha investito nel 2008 180 milioni di euro, mentre noi decidevamo tagli per 8 miliardi di euro. Abbiamo bisogno di una scuola pubblica, laica e pluralista così come sancita dalla nostra Costituzione che garantisca davvero il diritto all’istruzione, che porti l’obbligo scolastico a 18 anni, che renda effettiva l’integrazione attraverso una dotazione aggiuntiva di docenti specializzati nell’accoglienza, nell’educazione interculturale, che garantisca la qualità della relazione anche attraverso un numero di alunni non superiore a 20 per classe, che investa in un programma di riqualificazione del corpo docente riconoscendo loro pari dignità ed unicità.
Per queste ragioni saremo a fianco dei precari di Ravenna che nei giorni 3, 4 e 5 settembre manifesteranno in Piazza dell’Aquila (XX settembre) dalle 16".
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