19 ottobre 2009 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo

“Regione e Terremerse, si è agito con trasparenza”

Dopo l’articolo de “Il Giornale” Legacoop risponde alle accuse

Legacoop Emilia Romagna, insieme alle sedi territoriali di Ravenna, Imola e Ferrara, interviene sulle polemiche innescate dall’articolo de “Il Giornale”: nel pezzo si tratteggiano presunti favoritismi da parte del presidente della Regione Vasco Errani verso la cooperativa Terremerse, impresa presieduta dal fratello.
 

“Leggendo l’articolo comparso a tutta pagina su “il Giornale” di sabato 17 ottobre - esordisce Legacoop - il lettore potrebbe farsi l’idea che la revisione del PRG del Comune di Imola, che data del 1999 e che classifica come residenziale e non più produttiva l’area della Cantina e del Frigor (allora appartenenti alla Cooperativa Imolese Pempa), apparirebbe come un generoso regalo alla cooperativa Terremerse, che ne è invece divenuta proprietaria solo in seguito alla fusione realizzata con Pempa nel 2002.
 

La verità invece è che quell’atto, unitamente alla fissazione di una scadenza inderogabile per la permanenza della Cantina nell’area, in assenza del depuratore aziendale, obbligava Terremerse, a seguito della fusione citata, a costruire una nuova struttura per il recepimento dei conferimenti di frutta e dell’uva dei soci, facendo scattare un impegno d’investimento molto oneroso, in un’epoca di redditività risicata dell’attività di lavorazione delle uve, anche a fronte degli eventuali contributi pubblici erogabili.
 

Quanto ai finanziamenti in questione, una prima richiesta pari a 1 milione di euro, a valere su una spesa di 2,5 milioni di euro, era stata collocata dall’Assessorato Regionale al 12° posto di graduatoria, avendosi a disposizione dal PSR di allora, risorse sufficienti a coprire la finanziabilità dei progetti soltanto fino al 4° posto di graduatoria”.
 

Legacoop spiega che Terremerse è poi giunta alla concessione del finanziamento “solo a seguito della rinuncia ad investire da parte di alcuni concorrenti, titolari di progetto che precedevano Terremerse in graduatoria.
In sostanza la Cooperativa Terremerse ha espresso un atteggiamento di assoluta trasparenza e di scrupolo nelle procedure pubbliche ed ha scontato su di sè un atteggiamento altrettanto scrupoloso da parte della Regione e dei Comuni interessati, da Imola a Massalombarda.
 

Se la Cooperativa Terremerse ha, come tante altre imprese private o cooperative, proceduto al proprio riposizionamento strategico, coronando i propri sforzi con il successo delle misure adottate, ciò non si deve certo ad inesistenti elargizioni pubbliche, ma all’impegno del suo gruppo dirigente e dei suoi soci, oltreché allo sforzo solidale del movimento cooperativo aderente a Legacoop.
 

I fatti citati sono stati ripetutamente scandagliati e verificati dagli enti pubblici in questione, senza che sia mai emersa irregolarità alcuna. C’è purtroppo da dubitare che le puntualizzazioni da noi citate e le altre prodotte dagli Enti in fase di accertamento, interessino qualcosa agli inventori d’improbabili scoop scandalistici e ai loro utilizzatori finali, fra coloro che mirano con questi mezzi a deviare il corso della politica regionale dal suo alveo naturale di confronto”.
Conclude Legacoop: “Non può essere ammissibile che, per alimentare calcoli politici di parte, si trascini in una polemica pubblica una realtà produttiva come Terremerse, che esercita la sua utilità sociale nei confronti di 6.500 imprese agricole socie, attribuendole coinvolgimenti in fatti inesistenti ed in insinuazioni gravemente lesive del suo prestigio e della sua immagine”.
 

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