15 novembre 2018 - Russi, Cronaca

Modifiche al progetto inceneritore ex Eridania: “Il comune e gli altri enti hanno vigilato?”

La nota di Russicinquestelle

“La vicenda della chiusura dello zuccherificio Eridania e la sua trasformazione in inceneritore di biomasse da ben tredici anni occupa parte delle cronache locali”. Esordiscono così – in una nota stampa – Cinzia Pasi e Roberta Babini di Russicinquestelle, che continuano: “Solo negli ultimi mesi però i cittadini di Russi si sono trovati di fronte alla realtà: un’imponente costruzione che incombe in mezzo alla nostra campagna e che dai giorni scorsi, a conferma delle prove di funzionamento che preludono la messa in attività dell’impianto, è ancora più visibile a causa dalle persistenti e dense colonne di ‘fumo’ che si elevano dal sito dell’ex zuccherificio.

 

In questi anni sono state molteplici le modifiche apportate all’impianto, ma sono le ultime richieste di ‘varianti’ presentate dalla PowerCrop che ci obbligano a porci alcuni quesiti. Tali modifiche interessano settori dell'impianto come per esempio la sezione Biogas, a suo tempo autorizzato con DELIBERA GIUNTA REGIONALE EMILIA ROMAGNA N. 395/2011, che ha subìto, come dichiarato dallo stesso progettista, ‘sostanziali modifiche’.

 

E’ così che ‘nel nuovo progetto ritroviamo decisamente una disposizione e una soluzione ben diversa rispetto alla precedente.’  Da questo ne consegue - continuano Pasi e Babini - un importante aumento dei dati volumetrici delle nuove costruzioni pari a circa tre volte e mezzo le cubature autorizzate.

 

Il nuovo intervento insiste non solo su un’area tutelata dal punto di vista ambientale SIC/ZPS dove risulta necessario lo studio e la conseguente valutazione d’Incidenza da parte delle autorità preposte (e non una pre-valutazione di incidenza), ma la nuova costruzione ricade anche all’interno di un’area identificata dal Piano Stralcio per il Rischio idrogeologico definita come AREA DI POTENZIALE ALLAGAMENTO. Ne deriva che, come stabilisce la normativa, ‘I progetti relativi ai suddetti interventi devono essere corredati da un adeguato studio di compatibilità idraulica finalizzata all’approvazione dell’autorità idraulica competente’, autorizzazione che deve essere richiesta al Servizio del Piano Stralcio di Bacino per il rischio idrogeologico (Autorità dei Bacini regionali Romagnoli) e che sembra mancare.

 

La Società PowerCrop ha inoltre presentato al Comune di Russi, una richiesta di modifica progettuale riguardante LA NUOVA COSTRUZIONE di tre silos di cui due destinati allo stoccaggio delle ceneri di risulta della combustione le quali ora non saranno più riutilizzate come sottoprodotto per la produzione di ammendante all’interno dell’impianto di compostaggio, come previsto nell’Autorizzazione del 2011, nonostante il Decreto che ne vietava l'uso fosse del 2010. 

 

Quanto sopra modifica di fatto la definizione delle ceneri che da ‘sottoprodotto’ diventano ‘rifiuto’ e di conseguenza devono essere assoggettate a specifica normativa.

La stessa Provincia di Ravenna nel documento autorizzatorio specifica che ‘se le ceneri pesanti e leggere di combustione (derivanti, rispettivamente, dal fondo caldaia e dal precipitatore elettrostatico)’ non dovessero ‘soddisfare i requisiti qualitativi e quantitativi per l’utilizzo previsto in fase progettuale all’interno dello stesso Polo Energie Rinnovabili di PowerCrop, tali sostanze si configurano come rifiuti da avviare ad opportuno smaltimento esterno’ e che tale eventuale modifica dovrà essere comunicata e sottoposta a nuova valutazione.

 

Risulta quindi evidente che, nelle Determinazioni autorizzatorie assunte in origine, era prevista e autorizzata una ben diversa procedura di gestione delle ceneri soprattutto in termini di quantità e destinazione - continuano Pasi e Babini.

 

In effetti Pare non siano stati valutati i rischi e l’impatto ambientale relativi allo stoccaggio del suddetto quantitativo di ceneri, al loro corretto smaltimento, al conseguente incremento del traffico, e soprattutto pare non sia stata dichiarata la destinazione finale di tale rifiuto.

 

In relazione a quanto sopra descritto pare che l’istanza presentata dalla soc. PowerCrop sia carente della necessaria documentazione e che l’Amministrazione russiana non si sia ancora preoccupata di richiederne la presentazione quando mancano pochi giorni all’accensione dell’impianto.

 

Per i suddetti motivi a nostro parere, prima della messa in esercizio dell’impianto, è necessaria la presentazione di una nuova V.I.A. che ne valuti complessivamente la COMPATIBILITA’ AMBIENTALE, così come pure l’attività di pellettizzazione per la commercializzazione del fertilizzante solo ora prevista.

 

Si vuole altresì far presente che sia per la centrale a biomasse che per la sezione biogas e trattamento digestato il documento autorizzatorio è UNICO (provvedimento di VIA regionale approvato con DGR 395/2011), e che l’avvio dell’impianto non può avvenire che in maniera simultanea nelle varie sezioni.

 

Di quanto sta avvenendo - concludono Pasi e Babini - si è provveduto a dare comunicazione alle autorità competenti. Ci auguriamo che dagli uffici tecnici del comune di Russi arrivino chiarimenti”.

 

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