22 maggio 2019 - Russi

Russi: A 10 anni dalla sua chiusura, il WWF chiede al comune di riaprire l'oasi della Villa Romana

Gli ambientalisti sono intervenuti più volte nel corso degli anni per cercare di salvaguardare l'oasi di riequilibrio dallo stato di abbandono

Nella giornata in cui in Italia si celebra la giornata delle Oasi del WWF, a Russi commemoriamo i 10 anni di chiusura al pubblico dell’Oasi della Villa Romana a 23 anni dalla sua inaugurazione.

A partire dalla fine degli anni ’80 del Novecento, la Regione Emilia-Romagna ha cercato di contrastare la perdita di biodiversità attraverso l’istituzione delle Aree di Riequilibrio Ecologico, pensate proprio per ridare un minimo di dignità ambientale all’ormai devastata pianura regionale, per educare i cittadini e invertire lentamente la tendenza verso principi di sostenibilità, dichiarati, ma mai realmente perseguiti.
L’Oasi della Villa Romana di Russi è una di queste aree, il cui riequilibrio è cominciato nel 1994 in una sinergia tra Associazioni di volontariato e Enti pubblici.
Inaugurata il 18 maggio 1996, è divenuta in breve un modello a livello regionale per le attività di gestione degli habitat e le attività di educazione che agivano in collaborazione con il complesso archeologico. E’ divenuta così importante da essere inserita tra le aree di importanza europea della Rete Natura 2000, per il valore degli habitat, delle piante e degli animali che ospitava.
La Giunta comunale insediatesi nel 2009, tra i suoi primi atti, decise unilateralmente di recedere dalla convenzione con le associazioni che gestivano l’area naturale senza una ragionevole e comprensibile motivazione. 
Lasciando in tal modo l’area protetta in completo stato di abbandono.
Molti di questi habitat e specie si vanno perdendo, alcuni sono già scomparsi, proprio a causa dell’abbandono come evidenziato nella lettera della Società Botanica Italiana inviata al comune di Russi e agli altri Enti gestori nel settembre 2015. Evidenziato anche nelle diverse lettere del WWF agli amministratori locali e successivamente confermato dalle indagini condotte nella primavera del 2017 dal Corpo dei Carabinieri Forestali di Ravenna.

La mancanza di gestione è stata devastante, perché aree di queste dimensioni, così piccole ed “imprigionate” in un intorno del tutto arido dal punto di vista naturalistico, hanno bisogno di una cura quotidiana, senza la quale molto rapidamente perdono il proprio valore. Il valore naturalistico ed ecologico, ma anche il valore sociale e didattico, altro obiettivo fondamentale delle Aree di Riequilibrio Ecologico. 

La Villa Romana è stata per quindici anni una piccola perla, un’isola di natura in sinergia con l’area archeologica che riceveva visitatori da diverse parti d’Italia conosciuta principalmente attraverso la rete Oasi e Riserve del WWF Italia. 

La funzione didattica e sociale è anch’essa perduta, poiché la Villa Romana di Russi è chiusa al pubblico dalla fine del 2009. Le persone che a puro titolo di volontariato se ne prendevano cura, che la mantenevano con interventi quotidiani, che vi organizzano iniziative per i cittadini, che accompagnano i visitatori alla scoperta delle piccole meraviglie in essa celate, sono state allontanate senza un concreto e credibile motivo. 

Venti anni di lavoro appassionato e qualificato rinnegati e disconosciuti. Non di meno venti anni di investimenti pubblici gettati al vento: cospicue risorse pubbliche alle quali andrebbero aggiunte l’equivalente valore economico di migliaia ore lavoro svolto gratuitamente dai volontari a favore della comunità di Russi dal 1996 al 2009. 
Confidiamo che i nuovi amministratori abbiano migliore considerazione per il patrimonio custodito nell’area naturale della Villa Romana di Russi. 
E’ assolutamente necessario che la gestione sia nuovamente affidata a qualcuno che possa prendersene cura con passione e competenza, affinché questa perla dimenticata possa nuovamente ritornare a svolgere le proprie importanti funzioni di riequilibrio ecologico per gli uomini, per la natura, per la città di Russi.
Il miglior biglietto da visita per consacrare Russi come una porta del Parco del delta del Po.

 

I numeri dell’Oasi:

18 ettari di superficie tutelata.
5 Habitat tra quelli della Direttiva 92/43 CEE 
284 specie flora conosciute.
6 specie di flora protette dalla Legge.
4 specie di flora sono rare a livello italiano.
4 specie di orchidee.
180 specie di fauna conosciute.
123 specie di avifauna.
22 specie di avifauna comprese nella Direttiva 92/43 CEE.
21 specie di avifauna nidificante.

6 specie di avifauna nidificanti comprese nella Direttiva 92/43 CEE.
32 specie di farfalle diurne.
1 specie di farfalle strettamente protetta a livello europeo.
5 specie di farfalle rare a livello italiano.
17 specie di farfalle riconosciute come indicatori ambientali.
5 specie di Rettili.
1 specie di Rettile particolarmente protetto.
8 specie di Anfibi
135 classi scolastiche coinvolte nell’attività didattica dal 1996 al 2009.
9 articoli bibliografici pubblicati a carattere scientifico.
34 eventi pubblici svolti
800 ore / anno l’impegno dei volontari
300 ore / anno per il monitoraggio di flora e fauna.

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