25 marzo 2020 - Sanità

Mascherine, si o no? Difesa e limitazione del contagio

Posso riutilizzare la mascherina?

Covid-19. Differenza fra le mascherine FFP3 e tutte le altre

Durante questo periodo di amplio contagio dal Covid-19, molto si è discusso sull’uso delle mascherine per proteggersi dal virus, ecco quindi qualche precisazione sull’utilizzo auspicabile di tali dispositivi.
L’unica mascherina che protegge realmente dal Coronavirus è la FFP3.
Tutti gli altri modelli non proteggono dal virus. Va detto però che la mascherina chirurgica impedisce almeno ai droplet (goccioline) più grandi di entrare riducendo quindi la carica infettante.
Di sicuro le mascherine chirurgiche sono essenziali per limitare la diffusione del Covid-19 in quanto fermano le goccioline che trasportano il virus stesso evitando che arrivino alle altre persone.
E' quindi estremamente consigliabile indossarle in modo tale da evitare che i portatori asintomatici contagino gli altri.
Non protegge quindi chi la indossa, ma gli altri individui, limitando la diffusione del contagio.
Inoltre indossarla induce le persone a non toccarsi naso e bocca con le mani, riducendo ulteriormente il pericolo.
Indossarle è quindi sicuramente auspicabile per limitare l’infezione, l’unica motivazione per la quale è stato disincentivato l’utilizzo di tali dispositivi è per una questione di carenza mondiale di mascherine.

Come usare correttamente le mascherine

Come affermato dal sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, in un’intervista a Repubblica.it, l’uso della mascherina deve essere affiancato ad una rigorose norme igieniche: prima di indossarla bisogna disinfettare bene le mani lavandole o utilizzando una soluzione alcolica.

Quando la si indossa bisogna controllare che aderisca bene al viso ed evitare di toccarla. Per rimuoverla bisogna prenderla dagli elastici e gettarla subito via. Lavarsi nuovamente le mani dopo averla gettata.

Posso riutilizzare la mascherina?

I dispositivi di protezione individuale come le mascherina scarseggiano, quindi si rende necessario, quando non si può fare diversamente, il loro riutilizzo anche se dovrebbero essere monouso.

Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, uno dei centri dell'Agenzie Industrie della Difesa, che ha stilato un documento contente le istruzioni d’uso per la sanitizzazione delle mascherine protettive individuali monouso in caso di emergenza sanitaria da Coronavirus Covid-19.

Nel documento (qui sotto) è specificato che tale istruzione abbia “validità solo ed esclusivamente nei casi in cui sia valutato applicabile il riutilizzo dei dispositivi di protezione individuale (mascherine) a seguito di carenza causata dall’emergenza sanitaria Coronavirus Covid-19.

Pertanto il trattamento descritto deve essere limitato a quei casi nei quali è stato valutato il basso rischio ed applicabile il reimpiego.

Tale trattamento è invece sconsigliato per tutto il personale che si trova ad operare con persone infette (o in ambienti ad alto rischio di contagio) in quanto non vi sono, al momento, dati sufficienti per poterne convalidare l’efficacia.

Non sono altresì disponibili dati sul numero massimo di volte che può essere ripetuto il trattamento. Per questo motivo, a titolo cautelativo, il trattamento può essere effettuato per non più di tre volte (salvo prematuro ed evidente deterioramento della mascherina)”.

 

Decreto "Cura Italia" su mascherine 

Art. 5  (Incentivi per la produzione e la fornitura di dispositivi medici)

  1.  Al  fine di assicurare la produzione e la fornitura di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale, ai valori di mercato correnti al 31 dicembre 2019, in relazione alla inadeguata disponibilita' degli stessi nel periodo  di  emergenza  COVID-19,  il Commissario straordinario di cui all'articolo 122  e'  autorizzato a erogare finanziamenti mediante contributi a fondo perduto e in conto gestione, nonche' finanziamenti agevolati, alle  imprese  produttrici di tali dispositivi.
  2. A tal fine il Commissario straordinario si  avvale  dell'Agenzia nazionale per  l'attrazione  degli  investimenti  e  lo  sviluppo di impresa S.p.A. - Invitalia che  opera  come  soggetto  gestore  della misura con oneri posti a carico delle risorse di cui al comma 6. 
  3. Il Commissario straordinario di cui all'articolo  122,  entro  5 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, definisce e avvia la misura  e  fornisce  specifiche  disposizioni  per  assicurare  la gestione della stessa.
  4. I finanziamenti possono essere erogati anche  alle  aziende  che rendono disponibili i dispositivi ai sensi dell'articolo 34, comma 3, del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9.
  5. I dispositivi di protezione  individuale  sono  forniti  in  via prioritaria ai medici e agli operatori sanitari e sociosanitari.
  6. Per le finalita' di cui al presente articolo, e' autorizzata  la spesa di 50 milioni di euro per l'anno 2020, per contributi  a  fondo perduto e per finanziamenti agevolati, secondo modalita'  compatibili con la normativa europea. Le risorse sono accreditate su un  apposito conto corrente infruttifero intestato all'Agenzia, aperto  presso  la Tesoreria centrale dello Stato. La gestione  ha  natura  di  gestione fuori bilancio, assoggettata al controllo della Corte dei  conti,  ai sensi dell'articolo 9 della legge 25 novembre  1971,  n.  1041.  Alla rendicontazione provvede il soggetto gestore della misura.
  7. Agli  oneri  derivanti  dal  comma  6  si  provvede  ai   sensi dell'articolo 126.

Art. 15 (Disposizioni  straordinarie  per   la   produzione   di   mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale)

  1. Fermo quanto previsto dall'articolo 34 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, per  la  gestione  dell'emergenza  COVID-19,  e  fino  al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera  del  Consiglio dei ministri  in  data  31  gennaio  2020,  e'  consentito  produrre, importare  e  immettere  in  commercio   mascherine   chirurgiche   e dispositivi  di  protezione  individuale  in  deroga   alle   vigenti disposizioni.
  2. I produttori e gli importatori delle mascherine  chirurgiche  di cui al comma 1, e coloro  che  li  immettono  in  commercio  i  quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista,  inviano  all'Istituto superiore di sanita' una autocertificazione  nella  quale,  sotto  la propria  esclusiva  responsabilita',  attestano  le   caratteristiche tecniche delle mascherine e dichiarano che le stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro  e  non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresi' trasmettere all'Istituto  superiore di sanita' ogni elemento  utile  alla  validazione  delle  mascherine chirurgiche oggetto della stessa. L'Istituto  superiore  di  sanita', nel termine di 3  giorni  dalla  ricezione  di  quanto  indicato  nel presente comma, si pronuncia circa la  rispondenza  delle  mascherine chirurgiche alle norme vigenti.
  3. I produttori, gli  importatori  dei  dispositivi  di  protezione individuale di cui al comma 1 e coloro che li immettono in commercio, i quali  intendono  avvalersi  della  deroga  ivi  prevista,  inviano all'INAIL  una  autocertificazione  nella  quale,  sotto  la  propria esclusiva responsabilita', attestano le caratteristiche tecniche  dei citati dispositivi e dichiarano che gli  stessi  rispettano  tutti  i requisiti di sicurezza di cui alla vigente  normativa.  Entro  e  non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresi' trasmettere all'INAIL ogni elemento utile alla validazione  dei  dispositivi  di  protezione  individuale oggetto  della  stessa.  L'INAIL,  nel  termine  di  3  giorni  dalla ricezione di quanto indicato nel presente comma, si  pronuncia  circa la rispondenza dei dispositivi di protezione individuale  alle  norme vigenti
  4. Qualora all'esito della valutazione di cui ai  commi  2  e  3  i prodotti risultino non conformi alle  vigenti  norme,  impregiudicata l'applicazione delle disposizioni in materia  di  autocertificazione, il produttore ne cessa immediatamente la produzione e all'importatore e' fatto divieto di immissione in commercio.

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