Italia campione del Mondo? No, a casa
L'Italia campione del Mondo in carica esce di scena al primo turno del Mondiale sudafricano dopo la sconfitta 3-2 contro la Slovacchia.
Una gara decisiva dopo gli scialbi pareggi con Paraguay e Nuova Zelanda, che l'Italia ha affrontato allo stesso modo delle precedenti, molle e senza nervo. L'Italia chiude all'ultimo posto uno dei gironi meno tecnici del Mondiale e nell'ultima partita è stata dominata da una squadra modesta per i primi 75 minuti e solo nel finale ha fatto vedere qualcosa di apprezzabile. Nessuno schermo gigante, dunque, lunedì alle 16 per la gara degli ottavi, che sarà invece giocata dalla Slovacchia contro la prima del gruppo E (molto probabilmente l'Olanda).
Primo tempo vergognoso
Pronti via ed è la Slovacchia a fare la partita, imbrigliando l'Italia con una serie di passaggi ordinati ma nulla più. Il vantaggio slovacco arriva dopo 25 minuti grazie ad un guizzo di Wittek dopo uno svarione di De Rossi. Hamsik e compagni sfiorano ripetutamente il raddoppio e l'Italia, in avanti, non combina nulla.
Ripresa a due facce
Nella ripresa si vede subito un'altra Italia, con Quagliarella e Pirlo in campo che sembrano dare un'altra impronta alla squadra. Il forcing azzurro porta solo ad un paio di conclusioni pericolose di Di Natale e Quagliarella (salva sulla linea Skrtel) e nel momento migliore dell'Italia arriva la doccia fredda, con il raddoppio di Wittek (73'), che da azione d'angolo sorprende la difesa e insacca. Passano otto minuti e l'Italia riapre la partita e il discorso qualificazione grazie al centro di Di Natale, che deposita nella porta vuota la respinta del portiere su tiro di Quagliarella. Allo stesso attaccante del Napoli viene annullato il gol regolare che sarebbe valso il 2-2. Oltre al danno la beffa, visto che su un capovolgimento di fronte, direttamente da fallo laterale, arriva al 89' il 3-1 per gli slovacchi con Kopunek che chiude, di fatto, la partita.
Recupero al cardiopalma
I quattro incredibili minuti di recupero però riservano altre emozioni. Al 92' la palla balla al limite dell'area slovacca, interviene Quagliarella che con un pallonetto delizioso dai 20 metri infila imparabilmente Mucha. E' il gol che riaccende le speranze della Nazionale e l'entusiasmo degli italiani. Gli slovacchi perdono tempo, operano due cambi (in campo anche Martin Petras, reduce dalla trionfale stagione con il Cesena) mentre l'Italia cerca l'incredibile punto che varrebbe la qualificazione. Paraguay-Nuova Zelanda finisce 0-0 e agli Azzurri basterebbe il pari. Che potrebbe anche arrivare se Pepe, ormai al sesto di recupero, non calciasse a lato di destro un cross da chiudere invece con una bordata di sinistro.
Finisce 3-2 per la Slovacchia e l'Italia torna a casa. La spedizione azzurra si rivela così una delle più fallimentari nella storia della competizione iridata (era dal 1974 che la Nazionale non veniva eliminata nel girone di qualificazione), che apre il periodo dei (giusti) processi. Prima di dimenticare una delle settimane più tristi e nere per il calcio italiano.
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Ko mondiale
ko mondiale! - Io penso di portare gli stipendi dei "bamboccioni" italiani a quelli degli sloveni o dei sudafricani, cosa ne pensate? Non è ora di finirla con questo schifo? E poi queste continue simulazioni di fallo, quale
insegnamento sono per tutti i giovani che praticano il calcio? Quella di fregare chiunque appena se ne presenta l'occasione? Questo tipico comportamento iltalico non ha già fatto troppi danni?
Cordiali e speranzosi saluti.
Luca Rosetti
se quella palla di pepe
se quella palla di pepe entrava saremmo qui a parlare di tutto un altro mondiale
ma alla fine è giusto cosi
tutti a casa, e con vergogna
Se quella palla di Pepe fosse
Se quella palla di Pepe fosse entrata l'Italia avrebbe passato il turno immeritatamente. Finita la sofferenza, ora guardiamo avanti. Buon lavoro a Prandelli, spero proprio che sia meno arrogante di Lippi e che investa su chi ha talento da vendere.
Intanto tiferò per l'Inghilterra del bravo Capello
Punita l'arroganza
La nazionale più timorosa e supponente degli ultimi anni torna giustamente a casa. Ora tiferò Giappone, dove non sono maestri di questo sport, ma sono capaci di giocare un calcio brillante e divertente.
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