1 settembre 2011 -

Mercato Coperto, una storia lunga novant’anni

 

Progetti su progetti, collocazioni prima assegnate poi revocate. La storia del Mercato Coperto di Ravenna - che si appresta a subire la seconda radicale trasformazione della sua vita - è stata più travagliata di quanto si possa immaginare. 

La struttura di piazza Andrea Costa che oggi tutti conoscono fu inaugurata nel 1922 in occasione della prima Fiera campionaria provinciale, che si svolse a Ravenna tra il 10 e il 25 giugno. Il ‘taglio del nastro’ fu l’atto conclusivo di un percorso assai travagliato, che affondava le radici alla fine dell’Ottocento.

Le premesse

Nel 1894 era stata infatti distrutta la Pescheria della Casa Matha (edificata tra il 1715 e il 1717), ma l’esigenza di una struttura che potesse fungere da contenitore per le attività economiche e commerciali - pescheria compresa - era molto sentita.

Il ‘sogno’ di avere in città un mercato coperto risaliva, comunque, a quasi un secolo prima. Risaliva al 1803, infatti, la creazione di un mercato coperto nell’ex convento dei Domenicani.

Il primo vero progetto per un nuovo mercato coperto arrivò poco più di mezzo secolo dopo, nel 1857, quando l’amministrazione comunale diede incarico di redigerne uno all’ingegner Romolo Conti. L’area sulla quale avrebbe dovuto sorgere non era quella attuale, ma distava poco: la costruzione, infatti, avrebbe dovuto sorgere nell’isolato tra via IV Novembre e via Ferruzzi, in cui oggi si trovano l’albergo Cappello, l’erboristeria di Giorgioni e la torre pendente.

Il progetto non fu mai concretizzato, tanto che appena due anni dopo fu presentata una messe di nuovi progetti che portavano le firme di Luigi Orioli, Romualdo Massi, Alfredo Baccarini, Tomaso Stamigni, Elbino Riccardi e Filippo Mazzotti, Luigi Feletti. 

Anche in questo caso, tutto si concluse con un nulla di fatto. 

Il discorso del Mercato Coperto venne ripreso qualche anno più tardi, nel 1863. L’amministrazione comunale tornò alla carica con un altro concorso di idee che si concluse in niente.

Nel 1869 si fece avanti la Casa Matha, con un progetto commissionati all’ingegner Romolo Conti, cioè colui che aveva già redatto il progetto del 1857. Nel 1875 arrivò un altro progetto, questa volta firmato da Ugo Vignuzzi, che prevedeva una struttura in ferro. 

Dovranno però passare oltre trent’anni perché l’idea del Mercato Coperto prenda finalmente forma e concretezza. Nel 1903 ci fu l’ultimo ‘buco nell’acqua’ con la proposta di creare la struttura all’interno del palazzo dell’Orologio in piazza Maggiore (oggi piazza del Popolo), che attualmente ospita la Banca Nazionale del Lavoro e che nel passato è stato anche sede di una delle prime sale cinematografiche di Ravenna, oltre che della ‘doppia chiesa’ di San Sebastiano e San Marco.

La nascita del Mercato Coperto

La svolta arrivò tra il 1907 e il 1917. In quegli anni il Comune acquistò gli immobili che si trovavano tra via IV Novembre e via Ponte Marino e che coprivano tutta l’area dell’attuale Mercato Coperto. A questa manovra seguì un’altra ridda di progetti (tra il 1910 e il 1913 uno dell’Ufficio tecnico comunale firmato da Baroncelli e Gabici, uno del 1914 di Collamarini, quelli di Tempioni e Gabici tra il 1914 e il 1918). Poi, nel 1919, arrivò finalmente quello definitivo, firmato dall’ingegner Eugenio Baroncelli e dall’architetto Tobia Gordini dell’Ufficio tecnico comunale.

Il progetto originale è quello di un edificio in stile classico, che copriva una superficie di 2.630 metri quadrati, con quattro grandi padiglioni di 39 metri di lunghezza, 10,80 metri di larghezza e 11 metri di altezza. L’affaccio venne progettato su quella che allora si chiamava via Casa Matha e che oggi è piazza Andrea Costa. I lavori furono svolti dalle cooperative aderenti alla Federazione provinciale delle cooperative.

All’interno dei padiglioni trovarono posto la pescheria, svariate botteghe e postazioni libere. Il piano superiore veniva utilizzato come magazzino, mentre nel cortile, in un apposito edificio, trovava posto il frigorifero per la conservazione delle merci deperibili.

Il passato recente

Il Mercato Coperto rimase sostanzialmente invariato fino ai primi anni Ottanta, quando il Comune decise di intervenire per riqualificare una struttura che col passare dei decenni (e con un conflitto mondiale sulle spalle) era piombata in uno stato fatiscente. I lavori di restauro iniziarono il 16 marzo 1981 e si conclusero nel dicembre 1983. Provvisoriamente, le botteghe furono spostate all’interno di una struttura temporanea allestita in piazza Kennedy.

L’intervento non toccò l’aspetto dell’edificio, vincolato dalla Soprintendenza, ma fu radicale.

Estratto dell'articolo "Una città e il suo mercato coperto" pubblicato su Il Romagnolo n. 106

 

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