22 aprile 2019 -

La storia di Milano Marittima, nata “a misura d’uomo e interamente immersa nel verde”

Da zona paludosa a città turistica 

Una zona paludosa e boschiva, disseminata da secolari pini marittimi. Quelli che ispireranno Dante nella Divina Commedia e, qualche anno più tardi, Lord Byron. Così si presentava a fine '800 la zona dove sarebbero poi cresciute Cervia e Milano Marittima; all’epoca l’economia si basava essenzialmente sul commercio del sale grazie alla presenza dell’antica salina ed, in minima parte, sui proventi dell’agricoltura e della pesca. Bisognerà aspettare gli ultimi vent’anni dell’Ottocento perché si affaccino i primi segnali di quello che segnerà il fortunato destino della località: il turismo.

Il manifesto del 1873

Il primo “segnale” risale infatti al 1873: un manifesto promosso dall’Amministrazione Comunale cervese che invitava i turisti a visitare la località grazie anche all’apertura, nel 1884, di un primo tratto di ferrovia Ravenna – Cervia, ampliato qualche anno dopo, nel 1989, con il tratto Ferrara-Ravenna-Rimini che permetterà un primo significativo sviluppo turistico.

1907: una svolta decisiva

La svolta decisiva all’incremento turistico sarà nel 1907 grazie ad un accordo stipulato tra l'Amministrazione e la ditta Maffei, una delle più importanti famiglie di imprenditori di Milano. Con Rogito del notaio Buongiovani del 18 giugno 1907, tra l’Amministrazione e il dott. Giacomo Maffei e l’Avvocato Pietro Maffei (padre e figlio), si stabiliva che il Comune cedesse alla società una vasta parte di relitti marini a destra e sinistra del porto canale in cambio di una bonifica e con l’obbligo, da parte del concessionario, di costruire villini, parchi e giardini per creare così una nuova zona balneare.

"Società Milano Marittima per lo sviluppo della spiaggia di Cervia"

Il 1 giugno 1911 si costituiva così la "Società Milano Marittima per lo sviluppo della spiaggia di Cervia" della quale facevano parte 10 persone tra cui il comm. Napoleone Tempini (presidente), Aldo Tagliazucchi, il senatore Giovanni Facheris, l'avvocato Alberto Redenti, Felice Bianchi, Giuseppe Galli, Garbis Dilzizian, Lino Barbetta e il pittore e cartellonista Giuseppe Palanti.

Garden city

L’accordo definitivo con il Comune di Cervia veniva siglato il 14 agosto 1912 con rogito Venturini, data destinata a sancire la nascita di quella che sarà una delle più prestigiose località turistiche italiane. Fu lo stesso Palanti a fare la proposta del primo piano regolatore di Milano Marittima ispirandosi al modello della “garden city” ideata dall’urbanista inglese Ebenezer Howard, teorizzatore di una città ideale e a misura d’uomo interamente immersa nel verde.

Inizia lo sviluppo urbanistico

Nel 1913 a Milano Marittima vennero costruiti i primi tre villini; l’anno successivo altri quattro tra cui quello dello stesso Palanti; tutti quanti immersi nel verde della pineta e pressoché totalmente in stile liberty. Iniziò quindi uno sviluppo urbanistico notevole che, nel giro di pochi anni, fu in grado di trasformare un luogo paludoso in una accogliente località per le vacanze della media borghesia milanese.

La crescita continua

Nel 1924 all’originaria Società Milano Marittima, si era affiancata la C.I.V.A.M. (Cooperativa Italiana Villini e Alloggi al Mare e al Monte). Gli obiettivi della Cooperativa erano quelli di offrire ai soci alloggi per le vacanze alle migliori condizioni economiche possibili e si rivolgeva per lo più ai ceti medi impiegatizi. Nel novembre del 1927 Cervia fu riconosciuta, con decreto ministeriale, “Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo”, grazie anche al contributo della nuova località di Milano Marittima; così, da quell'anno, non solo proseguì la costruzione dei villini nella pineta, ma cominciò anche l'edificazione dei primi alberghi, colonie ed esercizi per la ristorazione. Tra gli alberghi, che hanno contribuito a fare la storia della località il “Mare e Pineta” edificato nel 1928. Dotato di un centinaio di camere e di 140 posti letto, di servizi e comfort e di un’ampia terrazza in cui si svolgevano serate mondane tra balli e intrattenimenti oltre a possedere un campo da tennis che ne fece un must per la media borghesia dell’epoca. A Cervia invece, il 30 giugno del 1931, si inaugurava il Grand Hotel.

La rotonda Beltramelli, oggi rotonda Primo Maggio, era collocata al centro della fascia pinetale, in mezzo alla quale sorgeva Milano Marittima. Durante l’estate funzionava un collegamento di autobus con la stazione ferroviaria di Cervia che aiutava a raggiungere le principali destinazioni alberghiere di una Milano Marittima, che si era espansa in modo particolare dalla Rotonda Beltramelli al porto canale, escludendo in gran parte la zona collocata a nord.

Le colonie

La politica del fascismo favorì molto la costruzione delle colonie per le vacanze, che oltre ad incrementare una sorta di turismo sociale, rappresentavano un utile strumento di propaganda. Dalla seconda metà degli anni Venti ai primi anni Trenta, Milano Marittima ospitò la Colonia Magenta destinata al fascio femminile di Como, la Colonia Naviglio Grande e la Colonia Valcamonica mentre nel 1938 venne costruita la Varese che con i suoi 800 posti letto completò la costruzione dei grandi edifici a Milano Marittima. I poteri curativi dell’acqua madre e del fango della salina si conoscevano già a partire dei primi anni Trenta quando si organizzavano i primi bagni salati e le prime sabbiature fino ad arrivare ad un vero e proprio stabilimento termale moderno e attrezzato inaugurato nel 1961.

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