Il Niballo tra storia, tradizione e leggenda

Il Palio del Niballo

Il Niballo è un grande fantoccio che rappresenta Annibale, personaggio storico, gigantesco guerriero saraceno che i cavalieri debbono colpire con la lancia nel campo di gara nel Palio del Niballo, l'evento culturale caratteristico della città di Faenza. Si tratta di una giostra di ispirazione medievale disputata fra i 5 rioni della città, che ha luogo nella quarta domenica di giugno. La prima documentazione d’archivio relativa al Palio del Niballo risale al 1410

"...Hebbe per antichissima consuetudine questo nobile pubblico di proporre ogni anno un premio per invitar la gioventù ad esser assai presta nelli atrezzi cavagliereschi...... Al qual effetto si faceva piantar sulla piazza il saracino ovvero ANIBALLO et correre longa un carrera di cavalli....". 

Palio che nacque, ufficialmente, nel 1596 per poi scomparire nei secoli seguenti. In epoca contemporanea è stato ripristinato a partire dal 1959. 
Attorno alla gara si sono progressivamente sviluppate altre manifestazioni che caratterizzano la vita della città romagnola nel mese di giugno, detto per l'appunto mese del palio, ed in varie altre occasioni lungo tutto l'anno.

Il palio moderno ha come protagonisti i cinque rioni della città, che si contendono la vittoria nelle manifestazioni manfrede: il Rione di Porta da Ponte (poi Rione Giallo), il Rione di Porta Imolese (Rione Rosso), il Rione di Porta Ravegnana (Rione Nero), il Rione di Porta Montanara (Rione Verde) e il Borgo Durbecco (Rione Bianco) che riprendono i colori e l'antica divisione amministrativa del comune, ancora visibile in vecchie mappe cittadine conservate nella biblioteca comunale. 

La gara

Il Palio del Niballo si svolge allo stadio comunale di Faenza "Bruno Neri". I cinque cavalieri dei rispettivi rioni si sfidano a coppie: il rappresentante del rione ultimo classificato nel Palio dell'anno precedente sfida ad uno ad uno i quattro cavalieri dei rioni avversari, quindi identica sfida viene poi lanciata da tutti gli altri contendenti, per un totale di venti scontri (chiamati tornate). I cavalieri usano lance ('bigorde') della lunghezza di 2,75 metri e del peso di 3,250 chilogrammi. All'inizio della tornata i cavalieri si sistemano entro gli appositi stalli di partenza, collocati uno a fianco dell'altro. Quando il magistrato dà il via, gli stalli si aprono e i cavalieri lanciano i cavalli al galoppo, percorrendo ognuno il proprio tracciato semicircolare per una lunghezza di circa 200 metri. L'incontro tra i cavalieri avviene sull'altro lato del campo di gara, dove i due tracciati divengono paralleli e dove è posto il Niballo. 

Il primo cavaliere che, senza aver commesso irregolarità durante l’avvicinamento, colpisce con la lancia il bersaglio provoca l'alzata del braccio colpito e vince la tornata. Ogni vittoria dà diritto ad uno scudo coi colori del rione sconfitto, che viene issato sulla tribuna del rione vincitore.
Al termine delle venti tornate di sfida, il rione che ha conquistato il maggior numero di scudi vince il Palio, cioè un vessillo in stoffa; il rione giunto secondo vince una porchetta; il terzo un gallo e una treccia d'aglio. A parità di scudi vinti, per i fini della vittoria, vengono disputate delle tornate di spareggio. Per il resto della classifica in caso di parità si guardano le posizioni dell'anno precedente.

La Nott dè Bisò

La Nott dè Bisò è una festa popolare che prosegue l'emozione e la gioia del Palio e si celebra il 5 gennaio di ogni anno. Quella che si celebra nel 2010 chiude le celebrazioni del cinquantennale del Palio del Niballo. La vigilia dell'Epifania,  il Niballo, il grande fantoccio raffigurante Annibale, il guerriero saraceno che simboleggia le avversità, arriva in Piazza del Popolo su un carro trainato da buoi vestendo i colori del Rione vincitore del Palio, per essere bruciato. In questo rogo, nell'immaginario popolare, vengono bruciate anche tutte le sfortune dell'anno appena trascorso. E' proprio in questo momento che i gotti ricolmi di bisò (vino bollente e speziato) verranno riempiti e vuotati ripetutamente. I cinque Rioni presenti nella Piazza con altrettanti stands gastronomici propongono oltre al bisò, servito nei gotti, anche la degustazione di varie specialità alimentari, che ognuno interpreta a modo suo per la gioia delle migliaia di faentini e turisti. 

La tradizione rionale vede inoltre come buon auspicio per la vittoria del Palio dell'anno seguente, la direzione in cui cadrà la testa di Annibale una volta arso completamente. E così quella lontana idea del 1964 si avvia, tra fantasia e realtà, a diventare leggenda.
La Nott de Bisò unisce folclore e fantasmagoria all’economia, proponendo ogni anno una diversa collezione in ceramica, creata secondo la tradizione manifatturiera locale. Nelle cinque sedi rionali sono in vendita, un mese prima dell’evento, i servizi completi (sei bicchieri, con gli stemmi dei cinque Rioni più quello comunale, e la brocca). 

Eventi collaterali

Oltre al Palio e alla Nott Dè Bisò ci sono la Bigorda d’Oro (nato nel 1997 e detto “Palio dei giovani” per via dell’età dei cavalieri, anticipa di due settimane il Palio del Niballo), la Donazione dei Ceri (anch’essa nata nel 1997, avviene in cattedrale in occasione delle celebrazioni per la Beata Vergine delle Grazie, patrona della città, il sabato precedente la seconda domenica di maggio), il Torneo degli Alfieri Bandieranti (una serie di gare fra i cinque rioni cittadini, che culmina nella sera del terzo sabato di giugno) e il Corteo Storico, folkloristico e spettacolare, che precede il Palio del Niballo.

Testi e curiosità per approfondire

Numerose anche le pubblicazioni sull’argomento, volte a scoprire le origini profonde della tradizionale giostra faentina. Tra esse segnaliamo il recente “Gli antenati illustri del Niballo - Palio di Faenza" di Giuseppe Dalmonte, uscito alla fine del 2009. Con questo studio l'autore dimostra che il Palio del Niballo non è stata un'invenzione estemporanea di mezzo secolo fa, ma una geniale e feconda intuizione suffragata da prove e documenti di carattere storico e letterario, come dimostra l'ampia raccolta di sonetti, canzoni e poemetti dedicati alla giostra del Niballo.

Per saperne di più:
http://www.paliodifaenza.it/

http://www.racine.ra.it/niballo/nib.html

La cronologia dei vincitori del Palio del Niballo, dal 1959 ad oggi, si può vedere scaricando il pdf.

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