Gli agricoltori "indovini"

 

La tradizionale festa di “San Péval di Segn”, che si tiene in gennaio a Massa Lombarda, ha origini antiche ed oggi rappresenta la Festa dei “segni”, di quei “segni” provenienti dalla natura che gli agricoltori massesi cercavano di leggere e interpretare nei primi 25 giorni del mese di gennaio: per “pronosticare” le condizioni meteorologiche di tutto l’anno.
 

Insomma, una sorta di “divinazione” su come sarebbe andato l’anno per i raccolti e, più in generale, per la comunità. Da questi segni si cercava di prevedere il tempo delle diverse stagioni, ma anche la salute dei cittadini, la carestia o l’abbondanza dei raccolti, la guerra o la pace.
 

Il periodo dei primi 24 giorni di gennaio, utile per la previsione meteorologica, era chiamato “al spej di mis” (le spie dei mesi). La valutazione generale sull’andamento dell’annata era compito riservato al venticinquesimo giorno di gennaio, giorno di San Paolo. Scrutando il venticinquesimo giorno di gennaio nei suoi eventuali cambiamenti si poteva prevedere, ad esempio, per i raccolti: l’abbondanza (se c’era pioggia); la carestia (se c’era sole); un’annata normale (se era nuvoloso). In generale, una giornata di vento era presagio di guerra; una giornata di nebbia preannunciava un anno poco propizio per la salute.
 

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