Guida di Ravenna in ventotto delitti

Cosa hanno in comune Palazzo Rasponi “dalle Teste” e Piazza degli Ariani? O la Tomba di Dante e la Rocca Brancaleone? Ce lo racconta Mario Mazzotti nel suo suggestivo libro.
Sono luoghi racchiusi all’interno della "Guida di Ravenna in ventotto delitti" (Danilo Montanari Editore, Ravenna, 2009), che raccoglie altrettanti fatti di sangue avvenuti in città nei secoli e aggiorna il progetto nato nel 2004 all’interno del festival noir "Giallo Luna Nera Notte", in cui i delitti raccontati erano 14. Si tratta di episodi noti, come l’omicidio di Guidarello o quelli che hanno visto vittime altri personaggi illustri come Amalasunta, fino alle stragi di cui si resero protagoniste le due famiglie più nobili della città, i Rasponi e i Da Polenta. Nel libro trovano spazio anche vicende meno conosciute, che narrano di fatti cruenti consumati per mano di un ortolano o delle intricate gesta della setta degli accoltellatori.
Una guida turistica alternativa
Dopo aver selezionato gli eventi più interessanti, Mauro Mazzotti conduce il lettore attraverso la storia millenaria della città, evidenziando sotto una luce nuova luoghi, palazzi e chiese, testimoni silenziosi di secoli di storia spesso macchiati di sangue.
Il libro, oltre ad entrare di diritto nel genere della letteratura gialla, può essere tranquillamente inteso come una vera e propria guida, che illumina diversi squarci cittadini e offre una serie di percorsi turistici alternativi. I delitti attraversano i secoli e i borghi (si va dal martirio di Sant’Apollinare, patrono di Ravenna, avvenuto il 23 luglio del 74 d. C., all’eccidio di Porta Adriana del 1922, quando la forza regia aprì il fuoco contro una manifestazione sindacale) e sono descritti sinteticamente, accompagnati dalle schede dei monumenti o dei luoghi che si trovano nei dintorni. Un modo originale, singolare quando non autenticamente divertente, per scoprire gli angoli più nascosti della città e i lati più misteriosi della sua storia, ma anche per riscoprire, in una chiave di lettura diversa, i suoi simboli più famosi. Partendo proprio dalle suggestioni dei percorsi alternativi ispirati dalla guida, l’ufficio Turismo del Comune di Ravenna ha messo a calendario diverse serate, nel corso dell’anno, dedicate a passeggiate e visite guidate attraverso i luoghi decantati da Mazzotti.
L’autore
Mauro Mazzotti, cultore della lingua romagnola e appassionato di “storie” locali, ha scritto il testo poetico in dialetto romagnolo "Ravena e al su stori" (1994). Ha pubblicato vignette satiriche sotto lo pseudonimo di Barney e, da appassionato e profondo conoscitore delle acque e del territorio, è autore dei saggi “Idrografia ravennate” (1989) e “Fiumi e valli di Ravenna” (1997).


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