Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore

 

“Gentile redazione,

sabato 26 maggio si terrà la seconda edizione di Ravenna Wine Night, con un’anteprima di Giovinbacco. La manifestazione invita a girare per enoteche e bar del centro storico per ‘degustare i prodotti del territorio in abbinamento con vini romagnoli’. In pratica si entra nel locale scelto, si acquista la prima degustazione e si riceve il calice con il marsupio; poi ognuno può proseguire il tour di assaggi alcolici negli altri locali aderenti. L’evento è organizzato con la compartecipazione del Comune di Ravenna e il patrocinio della Provincia.

Quando leggo di queste manifestazioni, non posso non pensare all’incoerenza vigente nella nostra società, in cui oggi i danni causati dall’abuso di alcol sono da tutti conosciuti, e sono da più parti sottolineati, ma dove gli enti pubblici non cessano di sostenere progetti che ‘valorizzano’ il consumo di queste sostanze.

Ormai è noto come in Europa il consumo di alcol rappresenti il terzo fattore di rischio di malattia e morte prematura (per non parlare del rischio incidenti) dopo il  fumo e l’ipertensione arteriosa e come in Italia i consumi alcolici occasionali e fuori pasto continuino a crescere. Non sarebbe il caso che gli enti pubblici prendessero le distanze  da questi eventi (e tanti sono anche quelli a tema “birra” nella nostra provincia e nel Forlivese), piuttosto che sostenerli?

Piccola nota storica: forse non tutti sanno, o ricordano, che le manifestazioni per promuovere il consumo di vino sono figlie del Fascismo, che iniziò  a ‘spingerle’ negli anni Trenta, soprattutto per far fronte alla crisi in cui versava il settore viti-vinicolo. Poi, per decenni, esse non hanno trovato più seguito… Ora vivono una nuova Primavera… di cui, francamente, si potrebbe fare a meno…”.