Iniziata l’arringa dell’avvocato Giovanni Trombini

Una lunga arringa per confutare le accuse a carico di Matteo Cagnoni: in Corte D’Assise a Ravenna ieri è stato il giorno di Giovanni Trombini, l’avvocato del medico 53enne accusato di aver ucciso la moglie, Giulia Ballestri nel settembre del 2016. Come spiegano anche i quotidiani oggi, Trombini ha delineato tre punti per l’innocenza di Cagnoni: impronte di due tipi di scarpe sulla scena del crimine, non riconducibili all’imputato, secondo il legale; il Dna maschile trovato sotto le unghie della donna: Dna maschile ma non di Cagnoni; la presenza di impronte palmari sul sangue della vittima che per l’avvocato non sarebbero attribuibili al suo assistito. Trombini ha “smontato” anche il movente. Più in generale si profilerebbe secondo la difesa la presenza di due uomini, che sarebbero entrati da una finestra lasciata aperta al primo piano: loro e non il medico avrebbero ucciso Giulia. L’arringa sarà conclusa venerdì.