Calano le spese ma cresce la percentuale di condanne

Sono stati presentati questa mattina in una conferenza stampa, alla presenza del Procuratore Capo Alessandro Mancini e del Dirigente Amministrativo Giorgio Petrani, i dati statistici della Procura della Repubblica di Ravenna relativi all’anno 2018.
I risultati ottenuti appaiono positivi, anche se lo stesso Mancini lamenta risorse sempre più scarse, non solo a livello di materiali, ma soprattutto per quanto riguarda il personale, con almeno 7 pensionamenti che non sono stati rimpiazzati. Nello specifico Petrani ha illustrato il sottodimensionamento della pianta organica del personale amministrativo, rispetto a quella dei sostituti procuratori. La Procura di Parma, ad esempio, è analoga a quella della città bizantina a livello di sostituti, ma ha in organico 10 assistenti contro i 5 di Ravenna.

I dati

Forniti dalla segreteria della Procura della Repubblica di Bologna, i dati evidenziano un calo delle spese ,a cui però corrisponde una maggiore efficienza nella produttività.
Nello specifico il Procuratore ha sottolineato come dal suo arrivo nel 2014 le spese siano calate del 29,1%, in maniera costante tutti gli anni, da oltre 1 milione fino a 724.250 euro del 2018. Leggermente in aumento rispetto allo scorso anno, ma addirittura in discesa del 64,9% dal 2014 le spese relative alle intercettazioni telefoniche, che si attestano sui 108.161 euro (307.190 il dato di 5 anni fa).
In aumento costante dal 2015 il numero di udienze annuali, cresciute da 868 a 996, mentre resta più o meno stabile, rispetto allo scorso anno, il numero di procedimenti pendenti (7.540 a fine 2018 contro i 7.528 di fine 2017). Tra questi risulta però in calo il numero di procedimenti a carico di noti: 4.872 erano pendenti a fine 2017, 6.943 sono pervenuti nel corso del 2018 e 7.120 sono stati esauriti, abbassando il numero di quelli pendenti a fine anno a 4.695.
Dalla Procura viene sottolineato con fierezza che oltre il 70% dei procedimenti ha una durata minore ai 6 mesi, ma ancora più positivo è il dato sul rapporto tra assoluzioni e condanne. Per quanto riguarda il rito monocratico, le condanne sono l’86,34% (con un 2,53% di non luogo a procedere), in crescita rispetto all’83,45% del 2016 e al 76,88% del 2017. Ancora superiore la statistica per il rito collegiale, che fa registrare un 92,06% di condanne (con l’1,59% di non luogo a procedere), tra i dati migliori d’Italia e in crescita anche in questo caso rispetto a 2016 (90,48%) e 2017 (72,73%).

T.I.A.P.

A partire dal 6 giugno 2018 l’ufficio della Procura di Ravenna è il primo in Emilia-Romagna a movimentare tutti i fascicoli con l’applicativo T.I.A.P. (Trattamento Informatico degli Atti Penali), promosso anche grazie al contributo di vari enti tra cui Confesercenti, Confcommercio, CNA e Ordine degli Avvocati. La digitalizzazione ha permesso di risparmiare oltre 100mila fotocopie e ha incrementato le attività dell’ufficio, nello specifico:

  • 223 i provvedimenti di cumulo pene (contro i 172 del 2017);
  • 1.761 altre esecuzioni penali (erano 1.194 l’anno scorso);
  • 776 nuove iscrizioni (678 nel 2017);
  • 270 pratiche di conversione di pene pecuniarie inesigibili;
  • 6.236 affari civili tra visti, pareri e conclusioni;
  • Attività relative al Casellario Giudiziario, che ha registrato il rilascio di 49.225 certificati a enti pubblici e privati;
  • Sono inoltre state rilasciate 2.774 legalizzazioni e apostilles.