Mentre la Regione fa registrare un +4,7%, il nostro capoluogo cala dell’1,4%

Dopo la pubblicazione dei dati completi sul turismo da parte della Regione, Lista per Ravenna va all’attacco della Giunta. Ai riscontri positivi sulle presenze nell’intera Emilia-Romagna (+4,7%), infatti, non corrisponde la situazione del capoluogo romagnolo, che fa registrare un -1,4% di presenze.

Con una nota diffusa da Alvaro Ancisi, capogruppo in consiglio comunale, e Gianfranco Spadoni, vice-segretario, LpR incalza sottolineando come l’incremento dell’1,8% che si registra nella città d’arte sia notevolmente minore rispetto al +11,2% che comprende tutte le città d’arte della Regione. La crescita inoltre riguarda un totale di 504mila presenze e non può quindi bilanciare la diminuzione dell’1,9% nei lidi, che ne valgono oltre 2 milioni.

Il dato della Provincia si assesta su un -0,4%, senza dubbio trascinato verso il basso dal dato del capoluogo. “La nostra città – si sottolinea –, forte non solo di monumenti e chiese, ma anche di un eccezionale patrimonio di cultura, di ambiente/natura e di spiagge, risulta solo al 17° posto tra quelle più visitate in Italia, preceduta, nella sola nostra Regione, da Rimini, Riccione, Cervia e Cesenatico.

L’attacco di LpR

“Tutto questo – spiegano Ancisi e Spadoni –  ci porta a dire che il modello turistico applicato a Ravenna dal governo locale, fondato sulla frammentazione e sulla dispersione delle iniziative, delle risorse e dei centri erogatori stessi, sotto le spinte e a beneficio del cerchio magico entro cui è ristretto, dovrebbe essere riformulato da capo, prima che anche questo comparto, tra i più trainanti dell’economia e del lavoro nel nostro territorio, sia affossato”.

“Occorre riprogettare unitariamente la promo-commercializzazione della nostra straordinaria e molteplice offerta turistica, coinvolgendo appieno le migliori realtà imprenditoriali, le quali, conoscendone bene sia le qualità, che le sofferenze, possono contribuire proficuamente a rimetterla sulla carreggiata della ripresa e dello sviluppo. I due milioni di incasso annuale dalla tassa di soggiorno siano indirizzati a miglior sorte di concerto con loro. L’amministrazione comunale si preoccupi di come ridurre, bussando forte alle porte della Regione, la grande carenza delle infrastrutture e dei collegamenti stradali e ferroviari, e di rimediare in proprio all’indecenza della viabilità locale: biglietti da visita che non incoraggiano l’arrivo di nessuno, tanto meno il pernottamento”.