Presenti autorità civili e militari, diverse classi delle scuole superiori di Lugo, volontari CRI e cittadini.

Si è celebrata sabato 11 maggio, presso la sede della C.R.I. in Viale degli Orsini n. 17 a Lugo, la Giornata Internazionale della Croce Rossa e Mezza Luna Rossa. Presenti autorità civili e militari, diverse classi delle scuole superiori di Lugo, volontari CRI e cittadini.
“L’umanitarismo moderno muove i suoi passi oltre 150 anni fa, grazie alla visione di Henry Dunant che, tutt’oggi, guida nel mondo l’operato di milioni di volontari i quali, quotidianamente, contribuiscono alla crescita della più grande organizzazione umanitaria del mondo – ha dichiarato il presidente del Comitato CRI, Capitano Roberto Faccani -. L’8 maggio festeggiamo questo impegno attraverso la Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, istituita in occasione dell’anniversario della nascita del suo fondatore.
L’8 maggio è l’occasione per festeggiare un’idea più attuale che mai, quella di Henry Dunant, e celebrare lo spirito di sacrifico e abnegazione dei nostri 17 milioni di volontari delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, di cui oltre 160 mila in Italia”.
“Siamo presenti dalle zone di conflitto alle emergenze dovute ai disastri naturali, fino alle tante vulnerabilità quotidiane che non fanno notizia – ha sottolineato Faccani -. L’8 maggio è anche il giorno in cui ricordare l’importanza e l’attualità dei nostri Principi fondamentali, tra cui Umanità e Neutralità. E, ancora, è il giorno in cui vogliamo rilanciare il nostro appello per la protezione e il rispetto di tutti i soccorritori e delle strutture sanitarie, nei teatri di crisi come nel nostro Paese e sensibilizzare rispetto al tema dei cambiamenti climatici”.

“Quest’anno la Croce Rossa Italiana ha deciso di celebrare la Giornata attraverso un’iniziativa in collaborazione con l’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) – ha spiegato il presidente -. Le amministrazioni locali, infatti, sono state invitate a esporre fuori dai palazzi comunali la bandiera della Croce Rossa per la settimana che va dal 6 al 12 maggio. Il vessillo dell’organizzazione internazionale viene esposta anche come segno tangibile del ruolo ausiliario che la CRI ha rispetto ai pubblici poteri con l’auspicio è che Comitati e amministrazioni comunali mettano al centro il legame indissolubile che vede sempre più spesso la Croce Rossa Italiana e le amministrazioni comunali unite nelle attività di supporto e vicinanza ai più vulnerabili”.

Tutti conoscono la Croce Rossa Italiana per i servizi di ambulanza e le operazioni di soccorso durante calamità ed emergenze – continua Faccani – . Ma l’impegno della CRI per lo sviluppo dell’individuo si estende a decine di altri servizi: dai corsi di primo soccorso alle attività rivolte ai giovani, come le campagne contro il bullismo e le malattie sessualmente trasmissibili; dall’invecchiamento attivo alla prevenzione delle dipendenze; dai clown di corsia negli ospedali all’empowerment delle persone diversamente abili; fino all’inclusione sociale dei migranti, la promozione di stili di vita sani, e molto altro ancora. Perché la missione dei volontari di Croce Rossa Italiana è essere presenti, appunto, “ovunque, per chiunque”.”

Sintesi delle attività del Comitato CRI nella Bassa Romagna:

• accoglienza/assistenza richiedenti protezione internazionale: nel 2018 si sono registrate nei Centri di Accoglienza della CRI 12.860 presenze; questa attività, iniziata nel 2014, complessivamente ha visto l’assistenza ad oltre 100.000 ragazzi e ragazze stranieri;
• trasporti sanitari per/da ospedali e case di riposo: decine e decine, in tanti casi svolti anche con prezzi calmierati o anche gratuitamente per persone anziane che versano in cattive condizioni economiche;
• assistenza sanitaria per manifestazioni pubbliche organizzate dalle amministrazioni comunali o organizzazioni NO PROFIT: anche in questo caso molte espletate a titolo gratuito per sostenere le amministrazioni e favorire i luoghi di aggregazioni sociali che, come sappiamo tutti, in tanti casi rappresentano un toccasana e un sistema di controllo sociale;
• ci sono degli accordi con il Welfare dell’Unione ed il SERT per l’attuazione di progetti di supporto o abitativi;
• è stato istituito il servizio di soccorso alloggiativo in collaborazione con le forze dell’ordine mettendo a disposizione posti letto per minori o persone che han perso la casa, particolarmente attivo durante lo scorso inverno, nelle notti caratterizzate da temperature rigide ;
• nel campo dell’emergenza nazionale il 2018 ha impegnato la CRI della Bassa Romagna per il supporto alle zone terremotate di Camerino nelle Marche e Amatrice del Lazio. Purtroppo, come già noto, passate le notizie dei primi tempi le zone critiche vengono pian piano abbandonate: Pochi ora lavorano ancora nelle zone terremotate, tra cui l’Esercito, il Vigili del Fuoco, la CRI e gruppi di volontari della protezione civile: questi ci sono e ci saranno fino all’ultimo giorno;
• per quanto riguarda l’aiuto internazionale, il 2018 è stato caratterizzato dal sostegno ai profughi del Saharawi e qui in questa sede, in agosto scorso, è iniziato il corso informativo sui rischi abitativi e dell’ambiente a cui hanno partecipato i bimbi che annualmente, in estate, vengono ospitate dalle famiglie. Questo progetto, organizzato su richiesta della Regione, si concluderà nel prossimo giugno nei campi profughi, con la consegna di un mezzo antincendio e l’attuazione di una campagna addestrativa e di formazione in loco. 150.000 persone vivono da decenni in pieno deserto ospitati in tende e casupole senza aver alcuna speranza di una vicina soluzione. Inoltre ulteriori interventi a soggetti deboli in Kosovo e l’istituzione di una postazione sanitaria nel paese africano di Gibuti, utile a fronteggiare emergenze sanitarie in quelle aree particolarmente povere.
• Da ultimo, e qui il territorio dovrebbe esserne fiero, a Lugo esiste l’unica Unità Operativa in Romagna del Corpo Militare CRI che opera nell’ambito di programmi con le forze armate: nel 2018 ha svolto ben 89 attività di assistenza sanitaria durante i brillamento di ordigni bellici (Ravenna è la provincia con il più alto numero di residuati bellici) e 84 servizi di assistenza sanitaria ai poligoni delle FF.AA. e FF.P. Questo vuol dire una consistente attività giornaliera di preparazione, attuazione e debrifing al rientro.