Una società della città è accusata dalla Procura di illecita somministrazione di lavoro

Parte proprio dalla nostra città un’inchiesta pubblicata su L’Espresso del 19 maggio scorso, che racconta il business di una società ravennate, i cui fondatori sono indagati dalla Procura di Ravenna per illecita somministrazione di lavoro, che si sarebbe arricchita acquisendo molti lavoratori stagionali da imprese locali e facendoli figurare come trasfertisti, per i quali tra l’altro il datore di lavoro gode di uno sgravio d’imposta del 50%.

Trattandoli in questa maniera, la società avrebbe fatto comparire nelle buste paga rimborsi per trasferte in certi casi pari anche all’80% del valore dello stipendio, evitando di versare i contributi su queste quote e danneggiando quindi il lavoratore stesso, oltre che lo Stato.

Come viene spiegato accuratamente nell’articolo sul noto settimanale, la società avrebbe siglato contratti con circa 120 imprese di intrattenimento serale e di gestione di stabilimenti balneari, promettendo a questi clienti risparmi fino al 30% sui costi del personale, mentre ai lavoratori, a cui veniva promessa la stessa retribuzione dell’impiego precedente, veniva infine chiesto il massimo riserbo sugli interessi dell’azienda e soprattutto sul luogo di lavoro.

Si attendono gli esiti delle indagini, che sarebbero scaturite da un controllo da parte della Guardia di Finanza avvenuto nel 2017, dal quale sarebbe emersa la contestazione di quasi 3,5 milioni di IVA evasa, per saperne di più, ma secondo la ricostruzione de L’Espresso, che ha potuto visionare la busta paga e parlare con un ex dipendente, l’impresa, nata nel 2010, sarebbe arrivata in appena 9 anni di vita a fatturare quasi 10 milioni di euro.