Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore

“Gentile redazione,

con l’arrivo dell’estate e la chiusura delle scuole si pone come sempre il dilemma su come impiegare le lunghe giornate libere dei nostri figli e su come lasciarli in mani sicure, soprattutto quando noi genitori siamo al lavoro e non ci sono familiari che possano prendersene cura. Una tendenza che si sta affermando negli ultimi anni è quella dei summer camp sportivi che, in molti casi, rappresentano occasioni di socializzazione ed educazione allo sport. Ma un’osservazione nasce spontanea: come è possibile che questi camp, molto spesso realizzati in strutture pubbliche, che le associazioni sportive dilettantistiche ricevono in affidamento a canoni estremante agevolati, vengano offerti alle famiglie a prezzi esorbitanti? Parliamo anche di 400-500 euro alla settimana! Non è forse il caso che gli assessorati competenti vigilino sulla gestione di queste strutture in relazione all’organizzazione di camp estivi di ogni genere e grado, e di ogni disciplina? Se sono realizzati in impianti di proprietà pubblica concessi a prezzi calmierati mi sembrerebbe logico che fossero offerti alla cittadinanza a prezzi calmierati perché non si creino delle palesi iniquità…”.