Degli oltre 200 tifosi della Sambenedettese attesi, la metà è rimasta fuori

Sta assumendo proporzioni decisamente inattese la querelle fra tifo organizzato e Questura di Ravenna, a causa dell’applicazione letterale della norma che vieta l’ingresso allo stadio di tutti gli striscioni non autorizzati. Per protestare contro le disposizioni del nuovo Questore, Loretta Bignardi, ieri, domenica 29 settembre, in occasione del match contro la Sambenedettese, gli Ultras giallorossi sono nuovamente rimasti fuori dallo stadio, come già era avvenuto in occasione del derby contro l’Imolese.

Ma la protesta sta creando scalpore anche ben lontano dalla città bizantina, perché a rimanere fuori assieme alle proprie pezze, sono stati anche gran parte dei tifosi ospiti, attesi in più di 200. Il tifo organizzato della Sambenedettese ha scelto di unirsi alla protesta e non entrare allo stadio, nonostante i biglietti già pagati in prevendita e le 2 ore e mezza di trasferta.

Secondo alcune fonti il presidente della società ospite, Franco Fedeli, avrebbe commentato l’accaduto parlando di “troppa burocrazia”, ma più in generale la notizia sta cominciando a diffondersi sul web. La domanda però sorge spontanea, nelle altre città e negli altri stadi, dove gli striscioni colorano e riempiono costantemente gli stadi, la norma, attiva dal 4 agosto 2017, viene per norma bypassata? Oppure le tifoserie si sono adeguate? Quella della Samb, che, per rendere l’idea delle proporzioni, è gemellata con la curva tedesca del Bayern Monaco, evidentemente no.

 

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