30 anni di università a Ravenna

30 anni di università a Ravenna

La storia trentennale dell’Università a Ravenna, iniziata con la legge n. 662 23/12/1996 che costrinse gli atenei con più di 40.000 iscritti a istituire sedi decentrate, compie oggi un altro passo avanti.

Con il voto di oggi in Consiglio Comunale al protocollo di aggiornamento dell’accordo quadro, si creano le condizioni la realizzazione dello studentato di piazzale Farini, già presentato nel 2017 dalla Fondazione Flaminia.

“Tale progetto – spiega la consigliera Maria Cristina Gottarelli – classificatosi nel 2018 settantesimo nella graduatoria di un bando del MIUR, andrà aventi grazie all’impegno del Comune che procederà senza attendere l’auspicabile, e comunque probabile, concessione del finanziamento ministeriale.

Si tratta di un operazione resa possibile grazie al coinvolgimento di Fondazione Flaminia e Ravenna Holding, due partner capaci di fornire un importante supporto operativo e finanziario. Infatti proprio Ravenna Holding, proprietaria dell’immobile, anticiperà le risorse necessarie per lo studentato in misura variabile a seconda che il progetto venga o meno finanziato dal MIUR.

L’obbiettivo è quello di rendere disponibili per gli studenti del polo universitario di Ravenna, nel più breve tempo possibile, circa 110 posti letto suddivisi in mini alloggi con camere doppie e una piccola parte di camere singole. La struttura sarà inoltre dotata di spazi collettivi, sale studio e servizi e si coniuga strategicamente al processo di riqualificazione di tutta l’area della stazione e dei giardini Speyer.

La scelta di accelerare su questo progetto – prosegue Gottarelli – rappresenta un impegno preciso anche da parte nostra per proseguire il lungo percorso di rendere Ravenna sempre di più una città a misura di studente, a partire dal tema cruciale dell’accessibilità. Studi recenti hanno messo in evidenza come la presenza di una offerta formativa dislocata abbia effetti positivi su vari aspetti: l’ampliamento dell’accesso all’istruzione universitari in particolare per nuove categorie di studenti che tradizionalmente non erano soliti frequentare l’università; l’agevolazione dell’accesso al mercato del lavoro; la promozione di una forza lavoro locale maggiormente qualificata; l’offerta di competenze e conoscenze scientifiche particolarmente rispondenti alle esigenze delle imprese locali. Fattori importanti che diventano motori di sviluppo per il territorio.”

Il polo di Ravenna già nel 2018 ha registrato un boom di nuove immatricolazioni, confermandosi il Campus cresciuto di più in termini percentuali tra quelli della Romagna e l’offerta formativa ravennate potrebbe allargarsi già dal 2022 con il corso di laurea in medicina.