Nei 2 mandati da Sindaco tanti momenti storici, come quando su Rai 1 minacciò di sforare il patto di stabilità

Sono giorni di lutto per la città di Ravenna, che piange l’ex Sindaco Fabrizio Matteucci, scomparso improvvisamente nella mattinata di domenica 16 febbraio per un malore. Mentre tantissimi cittadini si preparano all’ultimo saluto affollando la camera ardente, si susseguono i messaggi di cordoglio da tutto il mondo politico, anche nazionale, da quello delle istituzioni e da tante associazioni della città.

Primo cittadino dal 2006 al 2016, Matteucci ha governato Ravenna durante il periodo più duro della crisi economica, lasciando al termine dei suoi due mandati una città in condizioni eccellenti, nettamente al di sopra della maggior parte d’Italia. La sua eredità comprende la nuova Piazza Kennedy, che per tanti anni era stata nei programmi dei suoi predecessori, ma non era mai stata realizzata.

Verrà ricordato però prima di tutto per le sue battaglie, anche di forte impatto mediatico. Prima di tutto quella contro lo sballo, provvidenziale per i ragazzi ravennati, il cui manifesto è l’indimenticabile fotografia, che proprio la scorsa estate ha compiuto 10 anni, con lo stesso Matteucci ritratto a versare in un tombino un secchiello alcolico di quelli che venivano venduti durante gli Happy Hour. Da quel momento il turismo a Marina di Ravenna è cambiato e, anche se ad oggi molte delle norme adottate non esistono più, si è molto ridotta l’incidentalità e i molti problemi che in quel periodo lo “sballo” stava creando alla sicurezza.

Storica anche la sua campagna, lanciata in diretta su Rai 1, contro la cosiddetta “Mini-IMU”. Definendola un imbroglio, Matteucci arrivò a minacciare di “sforare il patto di stabilità”, ma dopo qualche mese perse la battaglia quando il Governo cambiò le norme sui bilanci obbligando senza appello i comuni a rispettare lo stesso patto di stabilità. Ravenna fu comunque in quell’anno l’unico Comune ad applicare una tassa sui rifiuti che fece risparmiare, rivendicò lo stesso ex Sindaco “1,8 milioni di euro alle nostre imprese”.

Ma tra la notevole eredità politica, non si può dimenticare il profondo senso etico dell’uomo che, una volta terminati i due mandati, scelse di non apparire più in alcun contesto politico. Impossibile non ricordarlo come un Sindaco dal volto umano e vicino alla gente. Ciao Fabrizio.