Illustrate le limitazioni per gli esercizi pubblici presenti nel decreto di lotta al Coronavirus

Nel pomeriggio di ieri, lunedì 2 marzo, il sindaco Michele de Pascale, insieme al presidente della Camera di commercio di Ravenna Giorgio Guberti, ha riunito tutte le associazioni economiche e sindacali per fare il punto sulle misure indicate dal Decreto della presidenza del consiglio dei ministri.

Il decreto, rispetto alla settimana scorsa, prevede alcune limitazioni per esercizi pubblici e commerciali, che si basano su criteri di capienza, ovvero, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori devono essere messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.

“Ritengo che la coesione e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti – dichiara il sindaco Michele de Pascale – sia un elemento molto prezioso in questa situazione complessa. È evidente che il danno economico diventa ogni giorno sempre più significativo. Non abbiamo, per ora, elementi per capire se la situazione in essere sarà protratta o se le misure prese dal Governo saranno modificate.

C’è tutta la disponibilità da parte dell’Amministrazione comunale a valutare insieme le azioni locali da mettere in campo e sollecitare quelle di carattere regionale e nazionale. L’indirizzo dell’amministrazione è quello di adottare e/o farsi promotrice di una serie di misure riguardanti l’ambito della fiscalità locale e delle rette dei servizi comunali, ad aiuto e sollievo di imprese e famiglie. Oggi apriamo un confronto con tutte le parti interessate che richiederà approfondimenti tecnici.

Abbiamo pensato di mettere in atto alcuni provvedimenti che vanno verso il posticipo delle scadenze dei pagamenti dei tributi locali, che maturino prima della stagione estiva, rinviandoli quantomeno al periodo successivo ad essa. Per Tosap e Icp (tassa di occupazione del suolo pubblico e pubblicità permanenti), scadute il 31 gennaio, si sta valutando comunque la possibilità di posticipare il termine ordinario di pagamento almeno a dopo la stagione estiva.

Stessa cosa desideriamo fare per quello che riguarda la Tari e l’Imu dovute dalle imprese. I Comuni hanno infatti la facoltà sulla base delle recenti novità normative di posticiparne la scadenza del 16 giugno. Per quel che riguarda l’IMU è chiaro che per alcune imprese sarà un beneficio mentre per altre, quelle che sono in affitto, non lo sarà. Per questo mi faccio promotore di un appello ai proprietari che, come gesto di solidarietà e coerentemente alle proprie possibilità, concedano proroghe almeno di pari importo ai loro affittuari.

Stiamo lavorando anche per le rateizzazioni di Ravenna Entrate. Cioè, laddove ci siano dei piani di rateizzazione approvati, che si possa fare un congelamento del rateo su richiesta. Poiché stiamo parlando di provvedimenti che spostano in avanti i pagamenti, ma non li annullano, sulla Tari ci sentiremmo di farci promotori presso il governo di una richiesta di intervento straordinario a copertura di quanto dovuto da parte delle imprese in difficoltà.

L’intervento è tanto più necessario visto che per legge devono essere coperti gli interi costi del servizio e quindi il Comune in autonomia non può agire esentando solo una categoria di contribuenti. Da parte nostra c’è tutta la volontà di costruire insieme i percorsi che tutelino servizi, famiglie, imprese e lavoratori senza sperequazioni. Riteniamo che in larga parte gli oneri debbano essere in capo allo Stato, però non ci tiriamo indietro per quanto nelle nostre facoltà.

Sul tema del credito sappiamo che l’Abi si è già mossa, anche nei confronti del Governo, per quanto riguarda interventi sui mutui. Sono a disposizione a fare incontri con gli istituti di credito per condividere informazioni e analizzare situazioni territoriali. Nell’ambito della promozione turistica è importante intervenire con azioni di promozione su vasta scala, alle quali la Regione sta già pensando, che però vanno messe in campo nel momento in cui si è in grado di rendere il territorio completamente fruibile”.