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Ravenna Festival risponde alla chiamata del Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri istituita dal Governo e trasformata in un grande appuntamento sulla rete: mercoledì 25 marzo il Festival, espressione di una città che accolse il Poeta e che da ormai sette secoli lo custodisce, lascia la parola a Dante nelle voci di donne e uomini di teatro. Con video pubblicati sulla pagina Facebook a partire dalle ore 12, la manifestazione ravennate si unisce alla città e a tutta l’Italia in questa prima, e inaspettata nella forma, edizione del Dantedì: con dodici appuntamenti a intervalli di mezzora torniamo a incontrare, fra gli altri, Francesca da Rimini e Pia dei Tolomei, Pier delle Vigne e il conte Ugolino; torniamo a riflettere sull’amore, sulla memoria, sul potere, sulla natura del male e sulla speranza di salvezza. Mai come oggi le parole di Dante colmano le distanze, riducono le differenze; oggi siamo tutti esuli e tutti i nostri viaggi sono immaginari, ma la Commedia ci insegna che un viaggio immaginato può essere il più vero, il più sincero dei viaggi. E farsi poesia.

Sono venti gli artisti che si alterneranno alla lettura: Alessandro Argnani, Consuelo Battiston, Elena Bucci, Luigi Dadina, Gianni Farina, Matteo Gatta, Chiara Lagani, Camilla Lopez, Maurizio Lupinelli, Roberto Magnani, Ivano Marescotti, Marco Martinelli, Mirella Mastronardi, Ermanna Montanari, Marco Montanari, Gianni Plazzi, Massimiliano Rassu, Laura Redaelli, Alessandro Renda, Agata Tomsic. A loro si aggiunge fra Maurizio Bazzoni del Centro dantesco di Ravenna. L’appello del Festival conferma ancora una volta quanto Dante sia vicino al cuore della manifestazione, che ha costruito il proprio percorso pluriannuale verso il 2021, settimo anniversario della morte del Poeta, con commissioni, produzioni originali, eventi speciali: una vocazione dantesca che ha trovato eco anche nel titolo dell’edizione 2020, quel cielo dal “Dolce color d’oriental zaffiro” che Dante descrive al proprio arrivo sulla spiaggia del Purgatorio.    

Il 25 marzo è la data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della Commedia e la data scelta per quello che è destinato a diventare un appuntamento annuale, una celebrazione nazionale, e non solo, di Dante e di tutto ciò che ha rappresentato e rappresenta per la cultura e la lingua italiane. L’iniziativa – proposta da Paolo Di Stefano dalle pagine del Corriere ad aprile scorso e subito accolta con entusiasmo da intellettuali, giornalisti, studiosi (in prima fila Carlo Ossola, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del 2021) – ha presto conquistato l’appoggio delle istituzioni. Un impegno che, come ha sottolineato lo stesso Ministro Franceschini nel proprio appello agli artisti e ai cittadini, non viene meno di fronte alle misure contro la diffusione dell’epidemia da COVID-19, ma anzi diventa ancora più importante e significativo, un motivo di unità e condivisione in un momento drammatico. Tutti i contributi saranno contraddistinti dagli hashtag ufficiali #Dantedì e #IoleggoDante.