L’informativa del presidente Bonaccini

“La nostra generazione vive qualcosa che segnerà una discontinuità profonda tra un prima e un dopo”

In un’informativa del 27 marzo, il presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, comunica ai cittadini alcune informazioni a proposito della gestione dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19.  “La nostra generazione vive qualcosa che segnerà una discontinuità profonda tra un prima e un dopo” afferma il presidente.

Dopo aver rivolto un “pensiero a chi sta soffrendo in un letto d’ospedale, o nella propria abitazione; a chi vorrebbe anche solo rivolgere una parola o uno sguardo a un proprio familiare o amico malato e invece deve stare lontano. E un pensiero particolare ai tanti che non ci sono più, ai loro familiari che magari non hanno potuto né assisterli né salutarli per l’ultima volta”, il presidente della Regione comunica le tempestive azioni intraprese dall’Emilia-Romagna per fronteggiare la diffusione del virus da febbraio ad oggi: tramite il coinvolgimento dei territori e di tutte le forze politiche, Bonaccini sottolinea come le misure attuate abbiamo seguito tre direzioni di marcia:

  1. L’ascolto della comunità scientifica,
  2. Il raccordo con il Governo e tra le istituzioni;
  3. La salute delle persone al primo posto.

Avendo come maggiore obiettivo quello di uscire dall’emergenza sanitaria (e successivamente far fronte alle emergenze che ne conseguono, come quella economica), il primo passo è stato incentrato sulla trasformazione e potenziamento della rete sanitaria.

Dopo un’analisi sull’andamento della pandemia, il presidente Bonaccini passa al piano economico sottolineando che sia “imprescindibile che, a fronte di una politica monetaria espansiva, arrivi immediatamente una scelta forte da parte delle istituzioni comunitarie per una politica fiscale espansiva” e continua “se qualcuno pensa ancora oggi di poter affrontare questa emergenza e le conseguenze economiche e sociali che ne deriveranno con le ricette dell’austerità significa che si è capito poco e non si è imparato nulla. Un’Europa così non serve a nessuno. A noi serve un’Europa che ora promuova solidarietà, investimenti diretti, coesione. E’ essenziale che ogni governo abbandoni gli egoismi domestici perché una pandemia non conosce confini né geografici né politici. Davvero ne usciremo tutti insieme o non ne uscirà nessuno”.

Vengono poi elencate le misure attuate dall’Emilia-Romagna a sostegno di imprese e famiglie:

  1. “attivazione immediata degli ammortizzatori in deroga – Siamo la prima Regione ad aver siglato un accordo con le parti sociali all’interno del Patto per il Lavoro, rendendo subito disponibili 25 milioni di euro per 4 settimane di cassa integrazione in deroga; il riparto del nuovo decreto ci assegna ulteriori 110 milioni per ulteriori 9 settimane, e anche in questo caso abbiamo già siglato l’accordo. Con la cassa in deroga si può rispondere ad ogni genere di impresa e di datore di lavoro che abbia anche un solo dipendente, garantendo la continuità di reddito a lavoratrici e lavoratori;
  2. sostegno alle imprese nell’accesso al credito – Con un accordo con Abi e Consorzi fidi, abbattendo a zero i tassi di interesse e gli oneri di attivazione delle contro-garanzie, abbiamo destinato 10 milioni di euro di risorse fresche, prese dall’avanzo di bilancio, che garantiranno fino a 150mila euro ad azienda per 36 mesi a tasso zero. Un’operazione e una iniezione di liquidità in grado di attivare investimenti fino a 100 milioni, non appena sarà possibile ripartire;
  3. Welfare – Un pacchetto cospicuo di risorse anticipate ai Comuni per la spesa educativa e sociale, in particolare accelerando i trasferimenti per i nidi e i servizi educativi (circa 18 milioni);
  4. sostegno alle famiglie – Risorse aggiuntive (circa 5 milioni) per azzerare le rette delle famiglie, in un accordo che stiamo definendo con i soggetti gestori, le organizzazioni sindacali e i Comuni che salvaguardi l’integrità delle imprese, i diritti dei lavoratori e la continuità del reddito. Con la possibilità di assicurare la sostenibilità economica dei bilanci comunali. L’obiettivo è anche quello di garantire servizi individuali per i soggetti più fragili e le loro famiglie. A partire da diversamente abili e non autosufficienti;
  5. Persone fragili – Erogazione anticipata ai Comuni delle risorse del Fondo nazionale povertà (1,7 milioni), per far fronte alle situazioni di disagio estremo, a partire dalle persone senza fissa dimora proprio in questa fase di emergenza;
  6. Proroghe e sospensione pagamenti – Abbiamo rinviato alla fine di giugno il pagamento del bollo auto previsto a marzo e aprile, prorogato scadenze dei bandi regionali e anticipato la liquidazione di contributi ovunque possibile, dalla cultura allo sport, dall’agricoltura alla ricostruzione post sisma”.

Per quanto riguarda istruzione e cultura, Bonaccini sottolinea l’importanza della didattica online grazie alla quale non si fermano i percorsi di apprendimento, dopodiché il presidente della Regione passa al punto dolente dell’Italia intera: dispositivi di protezione individuale e tamponi. 

Le mascherine mancano “Accelerare con la fornitura di Dpi: servono 350mila mascherine al giorno”, ma il problema riguarda anche camici e altri dispositivi essenziali la cui fornitura è però incostante e incerta.

Per quanto riguarda i tamponi, Bonaccini afferma che siamo vicini all’obiettivo di 5mila al giorno: è priorità mettere in sicurezza gli operatori sanitari

“Un’altra voce essenziale è evidentemente quella del personale – afferma il presidente dell’Emilia-Romagna -. Le disposizioni normative e finanziarie del Governo ci hanno permesso di potenziare il nostro organico con una certa rapidità, pur scontando una difficoltà strutturale a reperire medici e infermieri. Ciò detto, le assunzioni per affrontare il Covid-19 ad oggi sono state oltre 1.500”.

L’informativa completa è in allegato.