Il capogruppo di Lista per Ravenna aveva negli anni scorsi lanciato diverse interrogazioni sul tema

“Pietà non è morta neppure col Covid 19. È appena entrato in funzione un mezzo ecologico per il trasporto delle salme dal plesso ospedaliero alla camera mortuaria”, annuncia Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, che sul tema aveva già in passato lanciato diverse interrogazioni in consiglio comunale.

“Vi ha provveduto Azimut spa – spiega il leader di LpR –, in nome e per conto dell’AUSL Romagna e del Comune di Ravenna, acquistando allo scopo un autocarro Volkswagen Caddy e allestendone opportunamente l’interno con una barella autocaricante di recente tecnologia. La sosta del mezzo presso i punti di ritiro e il percorso dall’ospedale alla camera mortuaria e ritorno sono stati concordati con la direzione ospedaliera”.

“Si conclude così – racconta Ancisi –, positivamente, nel momento più atroce per tutti, la battaglia, durata quasi tre anni, strenuamente condotta da Lista per Ravenna contro il sistema, veramente indecoroso, con cui da lungo tempo le persone defunte nell’ospedale pubblico di Ravenna venivano condotte all’ultimo saluto dei loro cari e della città. Risale infatti al 4 luglio 2017 l’interrogazione al sindaco con cui lamentammo che venivano trasportate da un operatore fino alla camera mortuaria a cielo aperto, per qualche centinaio di metri, su un carretto spinto a mano tra automobili parcheggiate e bidoni dei rifiuti. Il percorso, oltreché pericoloso per l’operatore, creava difficoltà sobbalzando sul terreno sconnesso coi carichi trasportati, da cui le salme più massicce debordavano finanche dal coperchio. Un nostro simpatizzante, avendoci inviato alcune foto scattate a debita distanza, aveva giustamente commentato: ‘Molti ospedali sono dotati di camionette piccole elettriche, pressappoco come quelle utilizzate a Ravenna per l’immondizia ospedaliera. Da morti siamo forse considerati peggio del pattume?’”.

“Sono state necessarie altre due interrogazioni – conclude Ancisi –, ogni volta sostenute da pressanti sollecitazioni di numerosi cittadini, perché l’AUSL ci annunciasse, il 12 luglio 2018, di avere accolto ‘con favore la disponibilità di Azimut di dotarsi di mezzi analoghi a quelli giù in uso alle ditte di servizi operanti nella nostra Azienda’. Azimut ha dovuto aspettare quasi due anni ancora, ma il risultato è veramente apprezzabile”.