La donazione arriva dal progetto “Mask for Hope”

20.000 mascherine per l’ospedale “degli Infermi”

Nella mattinata di giovedì 30 aprile l’Ospedale “degli Infermi” di Faenza si è visto recapitare un graditissimo regalo: 20.000 mascherine protettive da far indossare ai pazienti costretti in questo periodo di pandemia a recarsi in corsia, di modo da minimizzare il rischio di contagio da Covid-19. Chi è il mittente? Più di 100 persone hanno contribuito al dono, ma sicuramente la persona che ha dato una spinta più determinante è Michela Fabbri: Logistics Manager presso la Scuderia Alpha Tauri, nel suo tempo libero questa ragazza classe 1974 presta servizio come volontaria dell’Istituto Oncologico Romagnolo presso l’Hospice “Villa Agnesina”, dove porta avanti un’importante attività di accoglienza, compagnia ed ascolto a vantaggio degli ospiti della struttura e dei loro famigliari. Costretta ad un periodo di “riposo forzato” da questi impegni a causa delle normative in termini di contenimento di contagio, ha trasformato l’isolamento in un’occasione per fare del bene alle persone che in questo periodo potevano sentirsi più fragili e, soprattutto, dare un aiuto al personale sanitario dell’Ospedale “degli Infermi” di Faenza, che tanto ha fatto per lei e per la sua famiglia. «Da ex paziente oncologica so quanto sia formidabile il lavoro che svolgono non solo in termini di pura e semplice somministrazione delle terapie – spiega – ma anche a livello umano: a volte un’attenzione e un sorriso possono veramente fare la differenza nel percorso di guarigione. È una cosa che ho vissuto anche quando è stato il turno di ammalarsi di tumore dei miei genitori: fortunatamente ne siamo usciti tutti bene, quindi quando ho sentito che potevano esserci difficoltà nel reperimento di questi dispositivi di sicurezza non ci ho pensato un attimo e mi sono attivata subito per sdebitarmi. Ho deciso di chiamare il progetto “Mask for Hope”: ho sfruttato le mie conoscenze e la mia professionalità per trovare un fornitore sicuro ed affidabile, dopodiché mi sono messa in contatto con l’Istituto Oncologico Romagnolo per creare un crowdfunding sulla piattaforma gestita dallo IOR, insiemeachicura.it».

L’obiettivo è di quelli più ambiziosi, con 10.000 euro di raccolta da raggiungere per realizzare questo sogno. Ciò nonostante, anche grazie alla grande spinta propulsiva sui social network di Michela, sono stati sufficienti 10 giorni per scavallare la cifra, con un mese di anticipo sulle ragionevoli tempistiche studiate. Il progetto “Mask for Hope” è arrivato a compimento grazie appunto alla grande partecipazione che si è creata intorno ad esso, e che ha portato a donazioni importanti: una su tutte quella di Mespic Srl, che oltre ad essersi impegnato in prima persona per il reperimento e la spedizione del materiale ha anche contribuito con un’offerta di 2.000 euro. «Sono davvero emozionata, commossa, grata a tutti per quello che siamo stati in grado di realizzare insieme – spiega ancora Michela – inizialmente pensavo che avrei dovuto spendermi in prima persona per riuscire a raggiungere un obiettivo così grande, invece ho trovato tanti compagni di viaggio in questa avventura che mi hanno dato una mano. Spero che questa mia esperienza possa rappresentare un piccolo esempio di cosa si possa realizzare quando decidiamo di essere tutti uniti verso un traguardo comune». Anche il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi, ha voluto esprimere la sua gratitudine «verso tutti quelli ci hanno aiutato, ancora una volta, ad essere sempre e comunque vicini a chi soffre e insieme a chi cura. L’impegno di Michela è stato encomiabile e racconta una volta di più di una realtà, quella del volontario IOR, che ha davvero pochi eguali in Italia. Troviamo al suo interno persone che non solo svolgono attività gratuitamente da tantissimo tempo, spendendosi per gli altri anziché trascorrere del tempo coi propri cari o dedicandosi alle proprie passioni, ma che hanno talmente interiorizzato la nostra mission da muoversi in prima persona, in maniera proattiva e indipendente, per ingegnarsi e fare la differenza anche quando i servizi che offriamo non sono possibili. La Romagna dimostra ogni giorno di avere un cuore straordinario anche in tempi d’emergenza: sono sicuro che confermerà questa sua sensibilità anche per il mese di maggio, periodo in cui celebriamo la Festa della Mamma e in cui tradizionalmente portiamo avanti le nostre iniziative a favore della ricerca oncologica. Quest’anno non sarà possibile per i nostri volontari invadere le piazze con le nostre azalee: ma daremo comunque a tutti la possibilità di inviare e ricevere il fiore direttamente a domicilio, sempre tramite il nostro sito insiemeachicura.it. Sarà un bel modo per fare un gesto d’amore verso la persona più importante della nostra vita, facendo al contempo qualcosa affinché la ricerca di una cura contro il cancro non rallenti».