Pd, dopo i dubbi di Confesercenti e Serena Fagnocchi la lettera aperta di Andrea Leggieri

Continua all’interno del Pd la polemica sull’outlet di Faenza, dopo la presa di posizione della candidata alle primarie provinciali Serena Fagnocchi schieratasi con Confesercenti. Con una lettera aperta Andrea Leggieri, coordinatore circolo PD di Bagnacavallo, si rivolge al sindaco Malpezzi: “Ho letto con sgomento stupore le sue esternazioni relative alle dichiarazioni di Serena Fagnocchi sui temi del commercio”.

 

“La inconsueta veemenza verbale (l’ultima volta la avevo avvertita proprio in occasione delle Primarie di Faenza, e la sua candidatura ne era il bersaglio) rischia di far trascurare la logica sottostante, che è invece ciò che mi interessa. La Fagnocchi nel suo intervento parla di indirizzi generali e futuri, che hanno fra l’altro una straordinaria assonanza con precise enunciazioni del suo programma elettorale. Perché rispondervi con una accorata difesa dell’”outlet”, decisione già assunta dalle attuali amministrazioni e ratificata da entrambe i candidati?”

 

“L’ipotesi che possa essere strumentale all’assunto successivo, la “colpevole superficialità” della Fagnocchi, a cui fa da contraltare la “presidenza consapevole del proprio ruolo e utile alla nostra attività quotidiana”, che lei è convinto Casadio possa incarnare, è troppo umiliante per la intelligenza di tutti i soggetti coinvolti. Dunque, perché?! Crede davvero che, stante la crisi strutturale di ampi settori del manifatturiero, la principale soluzione per la tutela dell’occupazione (per cui condivido appieno la sua attenzione) sia in queste forme di commercio basate su un circuito vizioso di induzione del bisogno, di consumo smisurato e impersonale, e di spreco. Pensa che altre attività, a maggiore intensità di intelligenza e di capitale umano (di cui la nostra gente è ricca!), o centrate sulle specificità del nostro territorio, non potrebbero creare una sufficiente massa di valore?!”

 

“Sono domande non facili, ovviamente, di cui nessuno ha risposte certe in tasca; ma la sua voce, e più in generale una corale riflessione, sarà oltremodo preziosa in questa fase in cui -con un processo di de-berlusconizzazione finalmente avviato- il centrosinistra sarà chiamato a sviluppare un proprio alternativo modello di sviluppo, che spero possa essere l’esatto opposto di quello basato sulla cementificazione e su un consumismo d’accatto, tipici del Berlusconi palazzinaro prima e inventore della tv commerciale poi. L’evoluzione in tal senso degli scenari macro-economici e culturali in tanti importanti parti del mondo mi lascia ben sperare, e anche le energie che sembrano riemergere nel nostro Partito”.