Scopo delle chiamate è valutare eventuali necessità e bisogni degli anziani, dalla spesa ai farmaci, fornire informazioni utili nella gestione dell’emergenza

In questi giorni di emergenza Coronavirus, i volontari del gruppo comunale di Protezione civile di Bagnacavallo e di alcune associazioni del territorio, oltre che i dipendenti di diversi servizi del Comune, stanno telefonando alle persone con più di 75 anni di età che risultano anagraficamente sole in base alla lista predisposta dai Servizi Sociali dell’Unione dei Comuni.
Scopo delle chiamate è valutare eventuali necessità e bisogni degli anziani, dalla spesa ai farmaci, fornire informazioni utili nella gestione dell’emergenza e raccomandarsi di restare a casa. Le richieste di supporto vengono poi inoltrate ai Servizi Sociali che provvedono a intervenire. Alle persone viene anche chiesto se desiderano essere richiamate ciclicamente per gli aggiornamenti della situazione o anche soltanto per parlare e avere compagnia e conforto.
Gli operatori si presentano con nome e cognome e si qualificano come volontari o dipendenti comunali, fornendo inoltre tutti i numeri e i recapiti utili per le necessità segnalate. Gli incaricati non richiedono mai incontri di persona nelle case di chi contattano né ovviamente somme di denaro.
Finora sono state effettuate circa duecento telefonate che vanno ad aggiungersi ad altre centinaia di chiamate che avevano riguardato nelle settimane scorse persone con diverse fragilità. Dalle chiamate, che hanno trovato gradimento da parte degli anziani, è emersa la presenza di una rete familiare diffusa e molto forte, che si fa carico con assiduità e impegno delle esigenze dei parenti che vivono soli.
«Si tratta di un servizio molto importante – osservano il sindaco Eleonora Proni e il vicesindaco Ada Sangiorgi – perché in momenti come questo sono naturalmente le persone anziane e sole ad avere bisogno di maggiore supporto.
Il prezioso lavoro dei volontari e dei dipendenti dà la possibilità di conoscere in tempo reale le necessità delle persone contattate, alle quali poi i servizi del nostro Comune e dell’Unione danno risposta. Senza dimenticare l’aspetto del contatto umano, tutt’altro che secondario in giorni di isolamento.»