Un incontro sulle trasformazioni del patrimonio boschivo della località dal 1500 ad oggi

La pineta di Cervia sarà al centro dell’evento in programma oggi alle 16,30 alla Biblioteca Comunale, nell’ambito degli incontri culturali denominati “Il sale della storia. Cervia e la Romagna tra passato e presente”.

Interverrà come relatore Renato Lombardi. Ai partecipanti all’incontro culturale verrà distribuita una relazione riguardante lo scrigno naturalistico costituito dalla pineta di Cervia, con l’illustrazione delle essenze arboree, del sottobosco, degli arbusti, delle erbe e dei fiori della pineta.
Nel corso dell’incontro è in programma una videoproiezione di suggestive immagini storiche e d’ambiente con la collaborazione tecnica di Massimo Evangelisti.
La pineta costituisce una parte importante del paesaggio, dell’ambiente, della storia e della cultura di Cervia. Renato Lombardi metterà in evidenza alcuni aspetti storici legati all’evoluzione della pineta nel corso degli ultimi secoli, a partire dal 1500 fino ad oggi, periodo per il quale sono conservati documenti nell’Archivio storico del Comune di Cervia. Il relatore farà riferimento agli autori che in passato hanno dato un contributo per valorizzare la storia della pineta. Tra questi Umberto Foschi, Gino Pilandri, Pietro Zangheri, Ferdinando Forlivesi, Francesco Ginanni, fino ad arrivare agli studi più recenti di Massimo Carli ed altri autori.

Verrà fatto riferimento alle “Brevi papali”, che disciplinavano la gestione delle pinete e la raccolta della legna con divieti e sanzioni importanti per coloro che non le osservavano. Verranno messi in evidenza gli usi civici, dal “diritto di legnatico” (ius lignandi) al “diritto di pascolo” (ius pascendi). Un capitolo importante riguarderà la raccolta delle pigne. Non mancherà un riferimento agli edifici storici legati alla pineta, dalla quattrocentesca chiesa della “Madonna del Pino”, alla settecentesca “Casa delle Aie”, progettata dal grande architetto Camillo Morigia. Verrà messo in evidenza il ruolo avuto dai monaci, fin dal periodo medioevale, per la messa a dimora dei pini e per l’estensione della pineta nelle aree costiere formate dall’arretramento del mare (con un fenomeno inverso rispetto all’attuale erosione marina) e per ’l’apporto dei sedimenti fluviali. Verranno prese in esame le modifiche di estensione della pineta e le cause che ne hanno determinato il ridimensionamento nel corso degli ultimi secoli. Il conte ravennate Francesco Ginanni (1716-1766), nella sua opera pubblicata postuma, intitolata “Istoria Civile e Naturale delle Pinete di Ravenna” indicava un’estensione delle aree pinetate del cervese in circa 889 ettari. Una parte di questa estensione comprendeva allora anche la pineta, che si estendeva a mare della Romea nelle odierne località di Pinarella e Tagliata fino ai confini con Cesenatico per un’estensione di circa 200 ettari. Nel 1843, il Consiglio Comunale di Cervia ne decise l’abbattimento per fare posto alla “coltura agraria” e per utilizzare i tronchi di pino per la “palata” del porto canale. Nei primi anni del Novecento in una relazione del 1903 dell’Ing. Pio Aleotti (1847-1918), l’estensione della pineta veniva indicata in 743 ettari. Le trasformazioni territoriali della pineta sono anche legate agli interventi di bonifica, al recupero di aree destinate all’agricoltura. Molto negativo è stato l’impatto sulla pineta degli eventi bellici, a cominciare dal primo conflitto mondiale, con l’abbattimento di migliaia di pini per le esigenze del fronte. Durante il secondo conflitto mondiale un’ampia fascia pinetale venne abbattuta nel 1945 per far posto ad un aeroporto dell’aviazione alleata. Con una prolungata opera di rimboschimento l’area è stata recuperata solo nel 1984. La storia della pineta è anche legata al turismo cervese con la nascita della “città giardino” di Milano Marittima, con un piano regolatore del 1912 disegnato dal grande artista milanese Giuseppe Palanti. Lo sviluppo del turismo, dell’“industria del forestiero”, cresciuta in forme pionieristiche nella seconda metà dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, è stata favorita dalla disponibilità della pineta, o meglio delle pinete cervesi, che oggi hanno  un’estensione di circa 260 ettari, comprendendo anche il Parco Naturale e la pineta di Pinarella Tagliata. Tutto questo patrimonio boschivo rappresenta oggi un bene naturale di inestimabile valore che costituisce una grande risorsa e qualifica l’offerta turistica locale.