Per la vincitrice Giorgia Montevecchi di 16 anni si tratta della tredicesima partecipazione al concorso

Giorgia Montevecchi è la vincitrice della 39° edizione del “Pavone d’oro 2019.

Con il brano francese “Je suis malade” di Serge Lama, la sedicenne faentina ha stregato la giuria tecnica e il pubblico che ha affollato il teatro Masini in occasione della finalissima dello storico concorso canoro. I vincitori delle altre categorie in gara sono: Viola Liverani (cat.A) con “Un punto di vista strambo; Angie Paganelli (cat B1) con “Canto anche se sono stonata; Ariel Alexandra Mason (cat B2) con “Running; Giulia Toschi (cat C) con “Ci vorrebbe il mare”.

Giorgia Montevecchi frequenta il liceo linguistico Torricelli – Ballardini, ha una naturale predisposizione per il canto, che coltiva fin dalla tenera età di 3 anni, e questa è la tredicesima edizione del Pavone d’oro a cui partecipa. Si è già imposta in altri concorsi canori nazionali, ha da poco edito il suo primo brano “Nuvole e sogni” e sta proseguendo il suo percorso artistico con nuovi progetti musicali.

Con questa edizione si chiude uno straordinario 2019, che ha visto celebrare i 50 anni del concorso creato da Don Italo Cavagnini nel 1969.

Per Gabriele Andrini, attuale organizzatore del Pavone, si tratta “di un’edizione meravigliosa dove abbiamo ripercorso tutta la storia del concorso fin dal suo inizio. Noi siamo qui per i ragazzi, per farli divertire e per regalargli un sogno. Se loro ci sono ci siamo anche noi. Don Italo ci ha insegnato umiltà e perseveranza negli obbiettivi, cerchiamo di far capire ai ragazzi che per raggiungere un obbiettivo ci vuole sacrificio e impegno“.

Soddisfatto anche il presidente del Pavone d’oro, Don Marco Ferrini: “Questa edizione ha sorpreso tutti per come è stata condotta e per il risultato finale di questa sera. Le celebrazioni dei 50 anni hanno risvegliato molti affetti fra le persone che vi hanno partecipato nel corso degli anni. Il concorso di quest’anno ha messo in luce una grandissima qualità canora dei ragazzi, partendo già dalle semifinali fino ai 20 finalisti di questa sera. L’intenzione iniziale di Don Italo era creare qualcosa di buono per i ragazzi, e oggi a distanza di tanti anni siamo ancora qui con lo stesso scopo e con gli stessi principi”.