A Faenza si è corsa la 23esima edizione del Palio dei giovani

Una Bigorda d’Oro tutta da raccontare, almeno per alcuni, tutta da dimenticare per chi se l’è vista soffiare

Ma partiamo con i festeggiati: la cavalla Ramona Danzing ha condotto Manuel Timoncini, del Rione Giallo, ad aggiudicarsi la 23esima edizione del Palio dei giovani di Faenza, una edizione ricca di colpi di scena e che probabilmente rimarrà nella storia per essere stata la prima ad arrivare, dopo le 20 tornate regolamentari, con quattro cavalieri (Rosso, Nero, Bianco e Giallo) a parità di scudi e quindi dover disputare un poker di spareggi, finendo di fatto ben oltre la mezzanotte e mezza alla tornata numero 31.

Ma partiamo dal principio di questa edizione del Palio dei giovani che vedeva sfidarsi  Matteo Gianelli/Solsbury Hill (Rione Rosso); Tommaso Suadoni/Lulù di Zambra (Bianco/Borgo Durbecco); Luca Paterni/Salimbeni (Rione Verde); Daniele Maretti/Tabata Taide (Rione Nero); Manuel Timoncini/Ramona Danzing (Rione Giallo).

 

Dopo le 20 tornate di rito la gara si conclude con due scudi per il Verde e quattro per gli altri.

Siamo già bel oltre le 23.30. A quel punto tocca decidere: rimandare al giorno dopo oppure andare avanti a oltranza, significa smontare tutto e comunicare la cosa ai Rioni oppure andare avanti per altre 12 tornate. Il Magistrato della Giostra propende, saggiamente, per questa seconda opzione.

 

Tutti pronti dopo qualche minuto di pausa e si riparte.

Mentre dopo una tornata il Rosso, poco preciso durante tutta la serata in alcuni casi nel bersaglio, ritira il cavallo, arriva un colpo di scena: Tommaso Suadoni in sella a Lu di Zambra alla tornata Bianco contro Nero una volta aperti gli stalli cade per terra. Attimi di paura. Mentre i palafrenieri del Borgo fanno fatica a recuperare la cavalla ‘scossa’ e ci riescono solo dopo mezzo giro di campo sotto la tribuna centrale, entra l’ambulanza della Croce Rossa. Sono secondi di spavento per il cavaliere che sembra non rialzarsi, salvo farlo poco dopo sottolineato da un lungo applauso del Bruno Neri, lo stadio di Faenza. A quel punto anche Borgo si ritira.

 

Rimangono in ‘piedi’ solo il Nero e il Giallo; quest’ultimo alla fine conquista cinque scudi (due in solitaria) mentre Maretti solo tre, con il cavallo che, ormai tutti nervosi e stanchi, non è riuscito a partire in una delle ultime sfide in solitaria, concedendo semaforo verde per Timoncini. Con la vittoria della ‘notturna’ il Rione Giallo conquista 7 successi complessivi nella Bigorda, due consecutivi. In uno stadio ormai mezzo vuoto per i tanti del pubblico che dopo i ritiri hanno lasciato il Bruno Neri, alla mezzanotte e quaranta termina la 23esima edizione della Bigorda d’Oro. Festeggiamenti di rito con il Giallo che si concede ai fotografi; le lancette segnano le 0,40. Poco prima dell’una si rientra in centro verso i Rioni.