Il Ministero dei trasporti ha decretato l'illegittimità nel posizionare le barriere lunco le ciclopiste di viale Marconi e via Modiglianese

Il Ministero dei Trasporti accoglie il ricorso della Fiab, l’associazione ambiente e biciclette

A giugno di quest’anno la Fiab Faenza aveva presentato ricorso contro l’Unione della Romagna Faentina, per le barriere posizionate qualche mese prima sulle piste ciclopedonali di via Marconi e via Modigliana. L’istallazione di queste barriere aveva immediatamente creato dissenso da parte di molti che usano la bicicletta, ritenute d’intralcio soprattutto per i cargobike, mezzi più lunghi e spesso collegati alle ‘due ruote’ che consentono il trasporto di cose e persone che sempre più sono presenti nelle città. La Fiab di Faenza, insieme a tanti utilizzatori di bici e cargobike quindi avevano presentato ricorso al Ministero dei Trasporti. Ieri la notizia che il Ministero dei Trasporti ha accolto il ricorso per entrambe le situazioni. Nella decisione si legge: “L’Unione della Romagna Faentina ha travalicato i limiti del proprio potere discrezionale […]. L’ordinanza risulta illegittima per eccesso di potere, in quanto il mezzo utilizzato per realizzare l’intervento di rallentamento dei velocipedi, consiste nell’installazione di barriere/archetti con modalità non consentite. Il Comune ha ora 60 giorni di tempo per fare ricorso al Tar. “Ci auguriamo -dicono dalla Fiab Faenza- che la nuova amministrazione di Palazzo manfredi non metta più ostacoli sulle ciclabili, e in corrispondenza di intersezioni pericolose, si adoperi per rallentare o fermare le auto con dossi o ‘cuscini berlinesi’. Speriamo che d’ora in poi il Comune ci consulti e ascolti i nostri suggerimenti, tramite la Consulta della Bicicletta e della Mobilità sostenibile promessa dal sindaco Massimo Isola.