La professoressa Gloria Ghetti tiene una lezione di storia ai suoi studenti

Lezione di storia della professoressa Ghetti che ‘sfida’ il DPCM per ribadire l’importanza delle ‘lezioni in presenza’

Con i “Momenti fatali” di Stefen Zweig inizia a Faenza la ‘didattica in presenza’ contro quella ‘a distanza’ disposta dal DPCM per scongiurare la pandemia da coronavirus. Ieri mattina nuovo momento di protesta civile da parte degli aderenti al Pas, il Comitato priorità alla scuola su scala nazionale nato per rivendicare l’importanza della didattica in presenza in un momento nel quale, a causa dell’emergenza sanitaria, le lezioni nelle scuole superiori sono state sospese attivando la temutissima didattica a distanza. C’è chi non ci è stato a questo status quo e per questo ha iniziato una serie di flash mob e proteste molto civili iniziate con manifestazioni (a debita distanza) nelle piazze, momenti di studio all’aperto, come il caso della studentessa di Torino, fino ad arrivare a questa mattina quando una delle insegnanti che da tempo si batte per i diritti degli studenti ha deciso di tenere una lezione di storia nel cortile del Liceo Torricelli di Faenza, in via Santa Maria dell’Angelo. Così, dalle 12 alle 12.45, al Liceo Torricelli Ballardini, in via Santa Maria dell’Angelo 1, la professore Gloria Ghetti ha tenuto la sua lezione in presenza all’aperto ma anche realizzando una diretta facebook con i suoi studenti. Tema scelto per ieri, non a caso, è stato un saggio di narrativa “Momenti fatali. Quattordici miniature storiche” che illustra quanto momenti all’apparenza insignificanti siano poi diventati pilastri della storia, quindi l’imprevisto che entra nella storia con la S maiuscola. Tema sicuramente non scelto a caso in un momento così particolare nella storia del nostro pianeta. Una decina gli studenti che hanno voluto seguire, chi seduto sugli scalini e chi a debita distanza in piedi, la lezione della professoressa Ghetti. “Sono qui -ha poi spiegato la professoressa Ghetti- per riaffermare che la didattica a distanza non è la stessa cosa di quella in presenza e per capire cosa le istituzioni stiano facendo in previsione del 3 dicembre, scadenza del DPCM, sul fronte dei trasporti e su quello della sanità sperando che qualcosa stiano facendo per poter far rientrare gli studenti in classe il giorno 4 dicembre così da non aggravare eccessivamente il piano emozionale, psicologico didattico e anche economico di studenti in una fase delicatissima della loro crescita”.